mercoledì 23 maggio 2018

Review Party: Recensione di "Realtà Parallele - Cronache dall'Altro Mondo" di James Clines



« "Siamo così abituati a prendere per oro colato tutto ciò che i nostri scienziati si degnano di farci sapere, che se sbattiamo il muso contro la realtà, scuotiamo la testa e diciamo: No, non è possibile! Ci hanno sempre detto che non è così!»

Un'apocalisse zombie, un circo di strambi personaggi, un incontro ravvicinato con creature venute dallo spazio.
Queste sono solo alcune delle situazioni che caratterizzano "Realtà Parallele - Cronache dall'Altro Mondo", una raccolta di sette racconti volta a toccare le emozioni sgradevoli dell'animo umano. Viaggiamo con James Clines alla scoperta di vicende uniche, irripetibili, ma che possono condividere lo stesso mondo o accadere in realtà differenti, che esistono parallelamente ma che si intersecano nel momento in cui il lettore si immedesima nelle situazioni e prova a reagire come i protagonisti, cercando alternative non pervenute.

Ed ecco che "Il biglietto vincente" vi porterà a scoprire quanto possa essere fatale un colpo di fortuna. "Il buco nero" invece vi insegnerà a rivedere le vostre priorità quando una giornata inizia veramente storta. Le storie sono brevi, senza troppe descrizioni o fronzoli: arrivano dritto al punto senza giri di parole che appesantirebbero inutilmente la narrazione.
Ogni racconto ha una propria morale e, nonostante non tutti siano per me riusciti, ho apprezzato molto i riferimenti e le tematiche di opere ben più famose, che qui si ripresentano sotto una luce diversa e in maniera meno spettacolare, ma sicuramente più vicina ad un comune giorno catastrofico. A ricordare che può succedere sempre un imprevisto, e che questo non busserà certo prima alla porta per annunciarsi.

sabato 19 maggio 2018

Cover Reveal: "L'anno della morte di Kurt" di Silvia Roncucci



Il Cover Reveal di oggi è dedicato ad una nuova uscita di La Ruota Edizioni: "L'anno della morte di Kurt" di Silvia Roncucci. 
Di seguito, tutte le informazioni.

Titolo: L’anno della morte di Kurt
Autrice: Silvia Roncucci
Casa editrice: La Ruota edizioni
Num. pagine: 130 pag.
Prezzo ebook: 5 euro
Prezzo cartaceo: 10 euro
Data di uscita: maggio 2018
Progetto grafico: Paola Catozza (immagine di Christian Brogi)


Sinossi: Un professore di musica torna nella propria città natale dopo anni vissuti all'estero. Un metallaro vive una difficile storia d'amore nella Siena degli anni Novanta. Una vita si sgretola davanti a un segreto di famiglia.

SILVIA RONCUCCI, classe 1979, è nata a Siena, dove vive e scrive da quando ha imparato a farlo. È autrice di saggi, articoli storico-artistici, racconti, romanzi, guide per ragazzi, scritti umoristici che le sono valsi diversi premi a livello nazionale. Nel 2013 ha pubblicato il romanzo Non tutto è da buttare (0111 edizioni), premiato a Viterbo nel 2016.  L’anno della morte di Kurt, con cui ha ottenuto una menzione d’onore al Premio letterario del Casentino, fondato da Gadda negli anni ’40, e un diploma di onore al premio “Giovane Holden” di Viareggio, è il suo secondo romanzo. È tra i fondatori del Gruppo Scrittori Senesi.


martedì 15 maggio 2018

Review Party: Recensione di "La dodicesima clessidra" di Isabella Vinci



« Non sono una donna, signore. Sono solo una creatura aliena a questo mondo, che si dà il caso abbia per sbaglio alcune caratteristiche che potrebbero ricordare gli esseri femminili. Vi do ogni mia più viva rassicurazione: sono solo errori del caso. »

Di fronte al pericolo e alle difficoltà, Emerald Blacksmith affronta tutto a testa alta e mente fredda. Ma ciò che non può fare è sconfiggere l'inevitabile, come l'attacco alla propria nave da parte dei pirati, nei mari di metà 1800. La giovane donna viene fatta prigioniera da Benedict Rose, incallito uomo che prova disgusto per il genere femminile.
Ma qualcosa li lega, come il misterioso passato di entrambi e gli enigmi che si nascondono dentro all'anima della ragazza. Dopo una tregua e una tentata vendetta, la situazione per i due precipita letteralmente tra le acque agitate per la furia di una tempesta, che li trascina fino ad un'isola nascosta tra fitti banchi di nebbia.
I segreti verranno allo scoperto, così come il vero destino di Emerald, condannata ad un'epoca non sua e a perdere tutto per inseguire il corso di una profezia vecchia quanto il tempo stesso. La crudeltà di certe scelte lascia spazio all'amore sconvolgente dei due protagonisti, che combatteranno in ogni modo possibile, pur di restare insieme.

Storia, magia, scienza e avventura si uniscono per creare un mix di emozioni sorprendenti. "La dodicesima clessidra" è una di quelle storie di cui non sai cosa aspettarti, perché lancia premesse che vanno in una direzione, per poi scombinare tutto e ricondurre ad elementi originali e affascinanti. La storia dell'isola di Now e tutto ciò che ruota attorno ai Custodi sono tra le idee più originali degli ultimi fantasy che abbia letto.

Proprio per questo, per quanto apprezzi l'ambientazione piratesca, ho amato di gran lunga la seconda parte della storia, in cui i riferimenti a fatti e persone realmente esistite mi hanno fatto positivamente impazzire.

Non manca di certo l'aspetto romantico della vicenda, che solo nel momento più tragico è riuscito davvero a suscitare il mio interesse. Sadismo? De gustibus, sicuramente.

Trattare di storie in cui il Tempo ha un ruolo fondamentale non è mai semplice. Spesso ci si imbatte nell'errore di ingarbugliare troppo le vicende, fino a quando lo stesso scrittore non ha più il controllo di ciò che sta mettendo su carta. In questo caso, Isabella Vinci è riuscita egregiamente nell'impresa, incastrando con logica e ordine ogni pezzo, senza complicare troppo e giungendo ad un risultato soddisfacente.

Quindi, il lettore non deve temere di perdersi e rimanere incagliato in questa storia: con sapienza, verrà ricondotto sui propri passi dalle orme lasciate sulla sabbia. E tornerà a casa desideroso di lasciare le proprie impresse nel mondo.


venerdì 11 maggio 2018

Blog Tour: "Realtà Parallele - Cronache dall'Altro Mondo" di James Clines - Ambientazioni



In questa tappa del blog tour dedicato a "Realtà Parallele - Cronache dall'Altro Mondo" vi condurrò per mano nei luoghi in cui ogni storia narrata è ambientata.

TAPPE:



L'INIZIO DI TUTTO - Racconto Zombie

L'apocalisse zombie ha sconvolto il mondo. Il New Jersey è luogo di tristi vicende e sconvolgenti rivelazioni.


«Ascoltate, a chiunque trovi questa registrazione.» Parla in fretta ora. «Mia moglie e mio figlio… sono nella casa di campagna a Sunset Street, New Jersey. Non è difficile da trovare… vi prego, mio figlio ha solo dodici anni, è un bravo...» Si interrompe perché non riesce a trattenere le lacrime. Si accascia sul tavolo. Altri colpi alla porta. L’uomo non parla più. 


LA PIÙ GROSSA CANTONATA DELLA VOSTRA VITA

Prestate attenzione al racconto del dottor Robert Skinner, devastato dalla guerra e da un insolito avvenimento durante il suo periodo in Jugoslavia.


Nel quarantatré mi trovavo in Jugoslavia, allora si chiamava ancora così, in un paese di nome Trievlijk. Chiamarlo “paese” è forse un po’ troppo per quel gruppo di casupole abbarbicate su un colle, i cui abitanti erano dei poveracci che cercavano di sopravvivere alla guerra come potevano.


IL BIGLIETTO VINCENTE

La storia di un gruppo di amici dell'Ohio, coinvolti in un gioco più grande di loro.


Io e Bill siamo nati a Darsey, una minuscola cittadina nel nord-est dell’Ohio, contea di Summit. Niente di speciale: se controllate sulla cartina la troverete a stento. Non sono mai più tornato laggiù, ma credo che non sia cambiato niente. Uno sputo di paese era e uno sputo di paese, probabilmente, è rimasto. Tremila abitanti anima più, anima meno.


LA BARA

Cosa fareste se improvvisamente apparisse una bara nel vostro appartamento newyorkese?


Kramer si ferma, si volta lentamente portando le mani sui fianchi. «E la bara c’era?»
Mayers annuisce vigorosamente col capo. «Sissignore, c’era.»
«E me lo dici così? Scusa Frank, ma mi spieghi come cazzo ci è arrivata una bara al diciannovesimo piano di un grattacielo, nel pieno centro di New York e senza che nessuno se ne sia accorto?»
Mayers si stringe nelle spalle, fa una smorfia e scuote la testa «Non ne ho la più pallida idea.» Dà un morso alla ciambella.


LA VARIANTE TODD

Un attimo. Poi, viene investita una creatura indefinita. Portland sta per essere protagonista di fenomeni alquanto inspiegabili.


Robert Todd era conosciuto in tutta Jackson - mille anime a cinquanta chilometri da Portland nel Maine - come l’uomo che riusciva a trangugiare più whisky di qualsiasi altra persona sana di mente.
Nel tempo che andava dalle sei e trenta del mattino all’una di notte, orari di apertura e di chiusura di Jeff’s, ne poteva bere anche tre bottiglie. 
Così, quando la sera del ventitré dicembre del millenovecentosettantotto, irruppe da Jeff’s urlando di aver investito un angelo, nessuno gli prestò troppa attenzione.


IL BUCO NERO

Il signor Fowler non ha mai fatto tardi al lavoro. Ma quel dannato terremoto giusto in California doveva capitare?


Egli abita nel sud della California, in una graziosa casetta di due piani circondata da un ordinatissimo giardino. L’erba viene tagliata ogni due settimane, in modo che la ricrescita non superi i dieci centimetri. Attorno alla staccionata, verniciata ogni sei mesi, fa bella mostra di sé una grande varietà di fiori: rose, petunie, begonie, lillà e crisantemi. Qua e là, come disposte a caso, ci sono alcune statuine raffiguranti animali. La loro disposizione, però, è solo un apparente casualità; in effetti sono state oggetto di un’attenta valutazione da parte del loro proprietario.


ANIME AFFINI

L'amore può sbocciare in luoghi e momenti imprevedibili. Su quella panchina del Central Park sta per sbocciare qualcosa di fatale.


Fu durante il nostro ultimo incontro che ci baciammo. Ricordo tutto come se fosse avvenuto cinque minuti fa. Eravamo seduti su una panchina di Central Park. Stavamo parlando, quando le nostre labbra si incontrarono e, voi siete liberi di crederlo o no, fu il bacio più bello e dolce di tutta la mia vita. Forse perché dato da quella che oramai ritenevo la parte integrante della mia anima. 
Dopo, cominciò la fine.



A presto, la recensione del libro!


Cover Reveal: "La cacciatrice di zombie - Progetto Proteus Vol. II" di Angela P. Fassio



Torna tra le pagine del blog Angela P. Fassio con il secondo capitolo delle avventure della Cacciatrice Zombie. Cosa succederà questa volta?

TRAMA:

Isabella continua a cacciare gli zombie, ma non solo. Cerca risposte e rivelazioni che possano far luce sui lati oscuri di suo padre e sul misterioso “Progetto Proteus” che minaccia l’esistenza del pianeta.
Il suo cammino si intreccia con quello di altri cacciatori di zombie per un breve tratto, poi Bella è risucchiata nel circolo vizioso dei maneggi politici che la trascinano in un vortice di avventure e la conducono sempre più addentro al labirinto delle bugie, esposta alle minacce di loschi individui, con la sola certezza di non potersi sottrarre al proprio destino.
Ma, benché lontano, c’è una scintilla di speranza

“Ho perso molte persone care, tutta la mia esistenza è stata stravolta da eventi impossibili da controllare e ancora non sono riuscita a capire quale sia il mio ruolo in tutto questo. L’unica certezza mi è data dal sapere che sono custode di un segreto, un’eredità pesante con cui devo convivere e che mi dà la forza di andare avanti e continuare a combattere.
Non posso sfuggire al mio destino.”

Dopo La cacciatrice di zombie (2017), Isabella Grey è ancora la protagonista di questo secondo romanzo, dove in un alternarsi di avventurose fughe, incontri inattesi, minacce più o meno nascoste, si evidenzia la connessione con Progetto Genesis: Protocollo Spectrum (2015) e il legame esistente fra i personaggi principali.
Al centro della narrazione ci sono sempre gli zombie, ma coesistono con armi di distruzione di massa così devastanti e terribili da far tremare i polsi, e manovre politiche, giochi di potere, guerre senza tregua. Lo scenario si fa sempre più inquietante e sinistro, benché esista sia pur debole un’ultima scintilla che fa sperare nella redenzione del genere umano, o almeno nella sua salvezza.

Disponibile in eBook dal 21 maggio
In prevendita su Amazon e nelle principali librerie online dal 10 maggio
al prezzo di lancio di € 0,99 (anziché € 1,99)
Genere: Young Adult/Horror/Fantascienza









Cover Reveal: "Back to September" di Chiara Kiki Effe




Con questo articolo vi presento un libro in uscita proprio quest'oggi: "Back to September" di Chiara Kiki Effe.

Di seguito, tutte le informazioni utili e un breve estratto.



Titolo: Back to September
Autore: Chiara Kiki Effe
Editore: Self -publishing
Data pubblicazione: fine maggio 2018
Prezzo: 11,90 Cartaceo 2,99 E-book
Pagine: 351
Genere: Romance Chik-lit

Trama: La vita di Lavinia sta svoltando nella direzione giusta: dopo la fine della sua relazione con Alessandro, ha deciso di prendere in mano le redini del suo futuro. Ha un buon lavoro, un figlio a cui pensare e una casa tutta sua.
Quando crede di non poter desiderare di più, per uno strano gioco del destino, conosce Daniele.
Sarà pronta a innamorarsi di nuovo? E lui, riuscirà a scendere a compromessi per non perderla?
Uno spaccato di vita che si snoda lungo la costa ligure, tra mare e sole, sentimenti e ragione, decisioni giuste e decisioni sbagliate.


Della stessa autrice
Legata alla Terra (prima uscita giugno 2017) Riedizione nuova copertina e nuovo editing Aprile 2018
Un racconto in un quadro – Storie di Vampiri Prima Ediz. Marzo 2018


Incipit
Lavinia guardò Elisa, aspettando che sparasse una delle sue sentenze. La sua amica la scrutava con un'espressione indecifrabile in volto, era preoccupata per lei ma non voleva darglielo a vedere.
«Sei sicura che sia la decisione migliore da prendere?»
«Ma si Ely, per forza, devo andarmene da quella casa e prendere in mano le redini della mia vita una volta per tutte. A trent'anni suonati da un pezzo, sarebbe anche l'ora che lo facessi!»
«Senza dubbio», le rispose mentre dava poderosi morsi al suo panino al prosciutto.
Le pause pranzo in hotel duravano solo mezz'ora; parevano volare via come il vento.
«Sarà dura, da sola con tuo figlio, e un solo stipendio. E se non ce la fai?» continuò, imperterrita.
«Devo farcela. Come dice il detto? Volere è potere.»
Lavinia aveva finito di mangiare e stava riponendo i resti del pranzo nel sacchetto, pronta per tornare a lavorare.
«Aspetta, Lavi! Dio, che premura che hai! Un caffè non lo prendiamo?»
«Ma si, ovvio. Scendiamo alla caffetteria.»
«Mi fai venire l'ansia» riprese l'altra, «non è che voglio spaventarti, dico solo che questa decisione di lasciare Alessandro magari è affrettata, non puoi riflettere ancora un po'?»
«Ci ho già pensato abbastanza. Affrettata non lo è di sicuro!» rispose infervorandosi e avviandosi verso il bar. «Vieni, o lo vado a prendere da sola questo caffè?» disse a voce un po' più alta mentre era già a metà corridoio e procedeva spedita verso gli ascensori.
Lavinia ci aveva riflettuto eccome, sulla sua relazione con Alex. Erano mesi che non faceva che pensarci e non aveva trovato mille soluzioni, ma solo una.
«Sai che ne abbiamo discusso, con Alex, su cosa sia meglio fare, sia per noi che per Samu. Separarci e rimanere in buoni rapporti è la miglior cosa, ne sono certa» aveva continuato Lavinia, guardando Elisa che l'ascoltava, attenta.
Quando, quasi cinque anni prima, si era trasferita in Liguria, solo e solo per amore, credeva di aver trovato la persona giusta, e i primi tempi erano stati piuttosto idilliaci. Poi era rimasta incinta e le cose erano andate deteriorandosi, nonostante lei ci avesse messo tutto l'impegno possibile per farle andar bene.
Alessandro si era rivelato quello che lei mai avrebbe creduto: sbagliato nel più sbagliato dei modi.
Certo, lavorava e portava uno stipendio, anche se a volte era molto egoista sulle sue cose, sui propri spazi e sulla sua libertà, ma questo a Lavinia non era mai pesato, era abituata a fare lo stesso. Ma, dopo essere diventati genitori, aveva pensato che qualcosa sarebbe cambiato e quando non era successo, ci aveva sofferto.
«Rimane il fatto, Lavi, che non sarà facile organizzarti, ma sai che se avrai bisogno di me, io ci sarò.»
«Grazie, sei una vera amica» le rispose, abbracciandola. «Non avrei mai pensato che Alex venisse sopraffatto dalla responsabilità di crescere un essere umano, né che non si fosse reso conto di cosa significa metter su famiglia... pazienza. Una ragione me la sono fatta.»
«Certo, ci mancherebbe. Non voglio farti desistere, ma riflettere, lo sai.»
«Lo so, tranquilla. Il colpo di fortuna è stato trovare questo lavoro: mi ha dato la sicurezza di potermi reggere sulle mie gambe, e ti giuro che in questo momento è tutto ciò che desidero. Non dover dipendere da nessuno!»
Con tanta ricerca e molto tempo impiegato - quasi tutta l'estate, in effetti - Lavinia aveva scovato una casa adatta alle sue esigenze e aveva stipulato il contratto di affitto.
Niente e nessuno avrebbe potuto farle cambiare idea. Non a quel punto.

mercoledì 9 maggio 2018

Review Party: Recensione di "Non giurare sulla luna" di Chiara Rametta



« Quello che tutti chiamano come il peggior nemico dell’uomo, il Tempo, mi aveva aiutato a capire quanto fosse insignificante il giudizio degli altri, di quella gente vuota, triste e insoddisfatta. »

La vita di Annabelle è segnata da tanti diversi elementi: nome inglese, origini siciliane, passione per la scrittura, genitori separati e pessime esperienze liceali. Ma su tutto, ciò che maggiormente desidera è realizzarsi, lontano da ciò che più l'ha fatta soffrire. Prima di questo, però, deve affrontare l'ennesima batosta e accettare il rifiuto dell'università londinese a cui si era iscritta. Così, accompagnata dai migliori amici Simone e Amelia, si sposta a Verona nella speranza di trovare lì un segno, qualcosa che le faccia capire di star facendo la cosa giusta.
I ricordi, belli e brutti, la inseguono, tormentandola e dandole forza.
Due sono gli incontri che la faranno crescere davvero: quello con il bel Giacomo e poi quello con il piccolo Tommaso. Deriso, ricattato. Nel bambino, Annabelle si rivede e cerca di aiutarlo a farsi rispettare.

Il vero protagonista di "Non giurare sulla luna" è il sentimento, calato in ogni situazione che un essere umano affronta. Amore e dolore sembrano quasi essere opposti, ma senza la loro unione noi non potremmo essere tali. Abbiamo bisogno di entrambe le parti della medaglia per imparare ad accettarci e vivere davvero come vorremmo.

A fronte di una narrazione un po' lenta, Chiara Rametta riesce attraverso le sue parole a far riflettere chi legge, toccandolo nel profondo, facendogli ricordare dei momenti di estrema difficoltà e qual è stato il modo in cui questi sono stati superati. La realtà è ben diversa dai film, spesso è necessario sbagliare più volte per fare anche solo una cosa buona. Si viene criticati, isolati, si arriva ad autocommiserarsi e a cadere in un buio in cui si pensa di avere qualcosa di sbagliato. Ma per fortuna accade sempre qualcosa che fa scattare una molla interiore e ci dà la forza di cambiare in meglio. Per Annabelle il viaggio a Verona rappresentava l'alternativa all'ennesima ingiustizia, ma non può immaginare quanta vita quella città le donerà fino a quando davvero non si aprirà ad essa. Il libro insegna a saltare nel vuoto e a cogliere ogni occasione. Sia mai che porti a qualcosa di bello.

martedì 8 maggio 2018

Recensione: "Solo la verità" di Karen Cleveland



« È come se vagassi dentro la mia vita, ed è una sensazione strana perché si tratta dei momenti che mi hanno definita, che mi hanno portata dove sono oggi, e in ognuno di questi si nascondeva una menzogna. »


Una persona può cedere alla disperazione quando si rende conto di aver vissuto una vita che credeva essere felice e soddisfacente, ma che ad un tratto si mostra sotto una luce diversa, sbattendo in faccia la verità sconcertante di anni composti da illusioni e bugie.

Vivian conosce Matt da dieci anni, e l'amore sbocciato nel matrimonio e con i quattro figli le fa affrontare a testa alta le difficoltà quotidiane, come lo stress di un lavoro faticoso o la malattia di un bambino che non lo abbandona fin dalla nascita. Passa tutto in secondo piano, perché rientrando in casa sa di sentirsi amata, accolta e compresa con il massimo della sincerità.
L'analista della CIA più in gamba del momento è a un passo dallo scoprire le identità delle cellule dormienti russe in America. Un algoritmo, qualche click del mouse ed ecco che sullo schermo del computer appare una cartella di immagini, il frutto di molte ore di lavoro. Scorre e memorizza un viso dopo l'altro, fino a quando giunge ad una foto di cui non ha bisogno di riconoscere nulla. Perché il volto rappresentato è già presente nei suoi ricordi da tanto tempo.
Scopre così che suo marito è una spia russa inviata negli Stati Uniti in incognito. Vorrebbe annullarsi di fronte alla scioccante scoperta, dimostrare che è uno sbaglio, che Matt è stato incastrato e che lei riuscirà a tirarlo fuori dai guai.
Ma il mondo le crolla addosso definitivamente quando è proprio lui a confermarle tutto. Nome fittizio, impiego fittizio. Mosse calcolate per uno scopo ignoto. Così, da vent'anni. L'uomo non può negare l'evidenza, però lotta per dimostrare a sua moglie che qualcosa di vero esiste: l'amore che li lega l'uno all'altra e ai loro figli.
Vivian inizia a scavare nei propri ricordi alla ricerca della persona di cui si era innamorata: ogni tassello, pian piano, va al suo posto, rivelandole una verità a cui nessuno può essere mai davvero pronto.
Così, disorientata e preoccupata per la sorte della propria famiglia, la donna cade in una spirale di azioni dettate dal sentimento, senza pensare con lucidità alle conseguenze, nella speranza che tutto finisca, che la sua vita possa tornare alla normalità, a prima di quella sconvolgente rivelazione. Non si rende subito conto di una morsa letale che la stringe sempre più con l'unico scopo di avvincerla e renderla un burattino; soltanto quando in gioco c'è la vita di chi più ama, la donna dovrà sforzarsi per tornare sui propri passi.

Una frenesia incontrollabile si impossessa del lettore che vive in uno stato di angoscia perenne, vestendo i panni della protagonista e chiedendosi come avrebbe agito lui al suo posto. Mettere in discussione tutto è uno scontro doloroso non solo con l'altro ma soprattutto con noi stessi. Un evento traumatico porta a chiedersi se la vita che stiamo vivendo è davvero nostra e se quello che stiamo facendo ci conduce alla felicità. Se riusciamo a riconoscerci nel nostro quotidiano, allora possiamo essere fieri della persona che mostriamo nel presente.
Ma fare i conti con il passato spesso porta a galla vecchie ferite e rimpianti, che solo in un determinato momento della vita riescono ad assumere un vero e proprio significato. Ammettere certe cose è difficile, ma ripartire con una nuova consapevolezza può sconvolgere in meglio la propria identità.
Si può vivere di sola verità? Essere umani porta inevitabilmente a fare qualcosa di più o meno lodevole, bisogna solo essere certi di averne l'assoluto controllo. La bugia a fin di bene può portare al tracollo, e questo libro ne è una prova lampante.
I colpi di scena che si parano davanti alla strada di Vivian sono scioccanti e hanno il potere di disorientarla ancora e ancora. Solo una convinzione pura a cui aggrapparsi la può salvare e condurla verso uno spiraglio di luce, oltre cui potrebbe trovarsi la soluzione a tutto. Ma non c'è certezza, nemmeno in questo.

"Solo la verità" è stato in grado di tenermi in pugno dall'inizio alla fine, turbandomi e manipolandomi come una lettrice alle prime armi e lasciando della mia mente nient'altro che frammenti. L'inquietudine è ancora avviluppata allo stomaco, so per certo che ogni volta in cui penserò alla storia di Vivian, quella sensazione sarà lì a rammentarmi quanto sia terrificante il potere della verità.

Karen Cleverland mostra con la sua opera la complessità del mettere in dubbio ogni aspetto della propria esistenza. Ma nulla è insormontabile e grazie ad una forza insita in tutti, ogni ostacolo è superabile. Bisogna solo tirare fuori il coraggio e amare, prima di tutto, sé stessi.





sabato 5 maggio 2018

Cover Reveal: "Non giurare sulla luna" di Chiara Rametta




Il Cover Reveal di oggi ha come protagonista il romanzo d'esordio di Chiara Rametta, collega blogger che pubblica per Lettere Animate lo young adult "Non giurare sulla luna".
Di seguito, tutte le informazioni utili. In bocca al lupo, Chiara!

Titolo: Non giurare sulla luna
Autore: Chiara Rametta
Data di pubblicazione: 02 Maggio 2018
Case Editrice: Lettere Animate
Genere: Young Adult
Pagine: 216
Prezzo: Cartaceo: € 13,00/ Ebook € 2,99
Link all'acquisto: Amazon


Sinossi:

Cosa succederebbe se il passato tornasse a condizionare il tuo presente? Genitori assenti e separati, pochi amici, ma buoni; Annabelle sta per affacciarsi nel mondo degli adulti e ha capito che il liceo è una dura palestra di vita, dove solo il più forte e sfrontato vincerà. Conta i giorni e le ore che la separano dalla sua nuova vita. Ma qualcosa di imprevedibile mescolerà le carte in tavola. Nello scenario di un Verona romantica, tra versi di Shakespeare e dipinti seicenteschi, conoscerà Giacomo, per gli amici James. Sembrerebbe essere perfetto se non fosse per il grande segreto che nasconde. Ma la vita di Annabelle si intreccerà con quella di Tommy, un ragazzino vittima di bullismo. Tutto prenderà una piega inaspettata e Annabelle si troverà a fare i conti con i demoni del suo passato, che hanno condizionato il suo percorso liceale. È davvero possibile distinguersi dalla massa?

Estratto:

"Erano in cinque. Il più alto, dalla chioma rossiccia, teneva alzato con il braccio uno zainetto, agitandolo e svuotandolo. Penne, libri, quaderni. Tutti buttati lì a terra.
Gli altri ridevano.
Erano delle risate assordanti. Stridule, diaboliche.
Il più robusto di tutti aveva un cellulare in mano, stava riprendendo la scena. Quando il "capo" della gang diede un calcio ai libri per toglierli di mezzo e farsi spazio, riuscì a vederlo.
Un ragazzino magrolino, con una polo bianca e gli occhiali. Era a terra.
Quel mostriciattolo lo afferrò per la maglia. «Così la prossima volta impari a non farci i compiti!» con la stessa forza lo respinse a terra.
Tenevo i pugni stretti. Sentivo il viso andarmi a fuoco. No. Non poteva succedere di nuovo.
Empatia. Ecco cosa provavo. Un forte senso di empatia. Conoscevo quella sensazione. La derisione. Il disprezzo.
È sempre facile prendersela con i più deboli. È sempre facile essere "spavaldi" in branco. Non potevo restare con le mani in mano, non stavolta.
Scesi dal marciapiede facendomi vedere dal branco. Camminai nella loro direzione, a testa alta e con portamento sicuro. Neanche per un secondo mi balenò in mente l’idea che qualcuno di quei balordi potesse farmi del male. Avranno avuto circa quattordici anni a testa.
Il ragazzo dagli occhi blu fece cenno con il capo al boss della gang, di andare. Si alzò una voce acuta, "forza andiamo". Camminavano con passo svelto nella direzione opposta, ignorando il compagno a terra".


L'autrice:

Classe 2000, Chiara vive in provincia di Siracusa, dove frequenta l'ultimo anno di liceo. Vorrebbe iscriversi alla facoltà di giornalismo ed editoria. Dal 2016 gestisce il suo blog letterario "Living among the books", per lei è stato un percorso di grande crescita che l'ha portata ad avvicinarsi al mondo dell'editoria e a confrontarsi e conoscere tantissimi blogger e lettori. Le sue materie preferite sono storia dell'arte e psicologia, mentre il libro del cuore è "Il ritratto di Dorian Gray". Ma un'altra grande passione è la fotografia.



giovedì 3 maggio 2018

Cover Reveal: "Death is not the Worst" di Julia Sienna e Helena Cornell



Manca poco al Salone del Libro di Torino, ma la Gainsworth Publishing riesce ancora una volta ad alimentare l'hype con una nuova incredibile uscita: "Death is not the Worst" di Julia Sienna e Helena Cornell.

Di seguito i dati del libro e un estratto.
Un libro davvero intrigante, di cui non vedo l'ora di parlarvi!

AUTORE: Julia Sienna & Helena Cornell
GENERE: urban fantasy, newgothic, fanta-thriller
PAGINE: 496
ISBN: 978-88-99437-21-3
FORMATO: brossura con ali
TARGET: contenuti espliciti, +16.
PREZZO: 20.00 euro

TRAMA:
Norwich, Mississippi. La prestigiosa cittadina universitaria si sta preparando ad affrontare un nuovo
anno accademico, incurante della scia di macabri omicidi e sparizioni che sta affliggendo il Sud
degli Stati Uniti.
Catherine O'Bryan, giovane studentessa della Ole Lady, ritornata alla città natale per lasciarsi alle
spalle gli spiacevoli eventi del suo recente passato, si imbatte nello spavaldo Tristan, unico erede
dell'antica famiglia Averhart, che dimostra da subito interesse per lei, tanto da infrangere ogni
regola e divieto si fosse imposto pur di farsi notare. Oltre il sorriso sprezzante del ragazzo, però, si
celano ferite molto più profonde di quelle che la sua pelle mostra con fin troppa assiduità. Nel suo
sangue si nasconde l'ira di un predatore, una maledizione che nessun Averhart può sciogliere, nemmeno dopo secoli di sofferenza e molte vite spese in tributo.
Fiamme nella notte, riti sciamanici, cannibalismo, corpi che bruciano occultando agli Umani uno
dei più grandi segreti della Storia, ma questa è solo routine per gli Averhart e gli altri Cacciatori.
Il nemico li attende nell'ombra, pronto a ucciderli non appena abbasseranno la guardia. I suoi occhi
d'ambra non smetteranno mai di fissarli, fino a quando non li avrà eliminati. Tutti.
Solo la Morte potrà placare la sua terribile Vendetta.

“Non basteranno mille anni per cancellare quanto è accaduto. Avete fatto un tremendo errore a
rompere quel patto, Cacciatori.”

ESTRATTO DAL CAPITOLO XXI “The chosen one”

L'esile figura di un ragazzo sulla trentina apparve sull'uscio.
William socchiuse le palpebre, fiutando subito la paura che permeava quell'essere. Timore e angoscia, mischiate al decadente sentore di una vita insulsa che brama rivalsa. Gli Umani sanno essere davvero curiosi a volte.
Il giovane strabuzzò gli occhi scuri, le cui pupille sembravano due piccole macchie di inchiostro nero, liquido e denso. «Sei tu, volevo dire... lei. I-io non pensavo...» sussurrò incerto, il mento sporcato da un velo di ispida peluria.
Will fissò il volto pallido del suo ospite, un viso anonimo e smunto come avrebbe potuto essere quello di qualsiasi altro dimenticato da Dio in quella città. In quello Stato. In quel mondo. «Le tenebre custodiscono tutto ciò che è prezioso per loro. Come potrei scordarmi di te, ragazzo?» Cercò di produrre un sorriso amichevole, mostrando volontariamente la punta dei canini oltre il profilo sottile delle labbra.
«Lo sapevo, lo sapevo che quel corso alla Amethyst Center mi avrebbe portato a qualcosa di magnifico!» esclamò lui, accennando un inchino mentre si spostava per lasciarlo passare. «Si sono smosse proprio le energie giuste...» concluse, sfumando la sua voce in un pigolio trasognato.
Will avanzò all'interno dell'appartamento, scrutando nella penombra: non c'erano muri a dividere la cucina dal soggiorno, il lavandino era pieno di piatti sporchi e la luce azzurrognola di un computer pulsava dal tavolino vicino al divano. Un ambiente che si arrogava la pretesa di essere contemporaneo, con i suoi arredi industriali e le pareti di mattoni a vista, ma che si risolveva in un freddo guazzabuglio di grigi, marroni e verdi slavati.
William si volse appena, facendo scintillare i suoi occhi di ghiaccio in direzione del ragazzo. «Sei a casa da solo, Louis?»
Il giovane sussultò, sentendo pronunciare il suo nome. «Sì... sì, il mio coinquilino è via per lavoro.» Chiuse la porta con il catenaccio e accese, con il piede, l'interruttore della lampada a stelo.
Will corrugò la fronte, infastidito dall'improvvisa luce giallastra che era esplosa davanti a lui.
«Posso offrirle qualcosa? Del caffè... beh, no... n-non credo di avere qualcosa di appropriato... a parte il mio sangue, ma sarebbe un onore per me, Signore...»
«Non ho intenzione di divorarti, né di bere il tuo sangue, Louis» tagliò corto Will. «Sono qui per altro.»
Il ragazzo si allontanò dalla porta e andò verso il divano, sedendosi tra i cuscini di vellutino color senape. «Si accomodi...»
«Sto bene in piedi» confermò lui, mentre lo sguardo vagava sulle mensole stracolme di cristalli, piramidi e ogni paccottiglia dal vago sapore esoterico.
Louis era un giovane Umano intrappolato nella sua noiosa realtà di impiegato informatico. Un numero tra le migliaia di una multinazionale, nessuna gloria, nessun disonore. Soffriva, rinchiuso nella prigione di una vita monotona e rassicurante, frustato dalla voglia di evadere, di riscoprirsi speciale e sentirsi in qualche modo predatore. Donne, denaro, influenza, fascino. Voglie assecondate e distorte in perversioni da un famelico approccio all'occultismo e ogni altra pratica esoterica che sembrava prometterne la realizzazione. Will aveva compreso subito con chi avrebbe avuto a che fare, sin dal primo istante che lo aveva visto al seminario “Guarire con il potere dei Cristalli”. Tutte dannate idiozie, ma ottimi terreni di caccia. Espirò lentamente, l'espressione cupa e i muscoli del viso immobili. Rifugiarsi nelle Tenebre espone sempre a grandi pericoli, soprattutto quando non si hanno i mezzi per vedere cosa celano al loro interno. Magia rossa, magia nera, evocazioni demoniache... I libri stipati a forza in una piccola libreria scorrevano rapidi sotto i suoi occhi impassibili. Nessun colore, cristallo o demone avrebbe potuto donare a un Umano la facoltà di diventare un Predatore, solo l'illusione di esserlo. L'unico modo per diventare Predatori era nascerci.


Review Party: Recensione di "Il tatuatore" di Alison Belsham



« Il corpo umano è già un’opera d’arte. Il tuo in particolar modo. Ma con un tatuaggio raggiunge un altro livello. Un’opera d’arte viva e vegeta, calda al tatto. Nessun’altra forma artistica è dinamica quanto un tatuaggio. »


Il tatuaggio è un simbolo di qualcosa che appartiene a chi possiede la pelle stessa. C'è sempre un messaggio, nascosto nei disegni e nelle parole inchiostrate, qualcosa per sé stessi o da condividere con il mondo intero.
Il tatuaggio può elevare il corpo, tanto da pensare di essere una tela da imbrattare con l'arte. Dolore, fastidio, piacere. Ogni esperienza è diversa, unica per ognuno.
Speciale per chi la fa, spesso incompresa dagli esterni.

Sullivan non ha un buon rapporto con i tatuaggi, eppure si troverà presto a scontrarsi con un killer che fa di questo la propria firma da omicida. Con cura, taglia la pelle tatuata delle proprie vittime, per poterla conservare, in una galleria d'arte macabra e malata.
Catturarlo senza poter ragionare come lui è impossibile, l'uomo è perfettamente cosciente della possibilità di fallire; per questo gli sarà prezioso l'intervento della tatuatrice Marni, l'unica a suo dire che può davvero contribuire alle indagini.

I fronti della storia sono diversi ma non disorientano, perché ognuno di questi è talmente netto da poter riconoscere subito chi sta parlando. Ogni passaggio è fondamentale, sia per stare dietro alla risoluzione degli omicidi, sia per comprendere il passato dei personaggi coinvolti (elemento che, credetemi, non dovrete sottovalutare).

Solo il lettore, di fatto, può assistere alle turbe di questo Jack lo Squartatore contemporaneo ed è una cosa che apprezzo sempre leggere in un thriller. Ma anche assistere al modus operandi del detective, alle supposizioni ed interpretazioni dei casi, è stata un'esperienza innovativa e che da diverso tempo non mi entusiasmava in questo modo. Complice il fatto di aver accostato i tatuaggi ad una serie di efferatezze assolutamente plausibili.
Mi piace la sensazione di terrore che accarezza la nuca ad ogni pagina, in un crescendo al cardiopalma che sfonda la prevedibilità, con colpi di scena da far girare la testa.

"Il tatuatore" è di certo un esordio letterario da non perdere, in grado di trasformare gli aghi del mestiere in veri e propri incubi notturni.


TAPPE:



Review Party: Recensione di "Uno sconosciuto accanto a me" di Marilena Barbagallo



« Non ci sarà oscurità in grado di spezzarti. »


Lena sa di essere ancora viva, ma di non avere più una vita a cui tornare. Strappata dalla quotidianità di Torino, privata di un'identità, catapultata in una realtà diversa da quella cui era abituata. Lo chiamano il Settore Zero, una cellula di soldati votati solo al proprio tornaconto, in un punto imprecisato dell'Afghanistan. Giù, nelle profondità della terra. 
La ragazza diventa recluta involontaria: sottoposta ad estremi sforzi fisici e mentali per trasformarsi in una macchina spietata, preparata per essere la spia in un'imminente missione.
Vana sembrerebbe la sfrontatezza con cui riesce ad affrontare Amir, suo Maestro e aguzzino in quel luogo. Lo provoca, si ribella, ma al tempo stesso vuole apprendere da lui ogni tecnica possibile di sterminio. Per rinfacciargliela, un giorno, quando meno se lo aspetterà.
L'uomo dal canto suo non si lascia certo abbindolare facilmente, abituato alla violenza che ha visto passare davanti agli occhi sin da bambino. Suo unico scopo è svuotarla, farle capire che il dolore è tale solo se riesce a raggiungere il cuore. Tutto il resto, non lo è.
Ma succede che i loro corpi entrano in contatto, senza sfiorarsi, sfidandosi con gli sguardi, danzando in una lotta in cui uno vorrebbe prevalere sull'altro. Una condanna lenta, in cui il dolore vivido torna pulsante a farsi sentire.

Il rapporto tra i due protagonisti è viscerale, potente ed inspiegabile. Sfidarsi continuamente sul piano psicologico dà alla storia un tocco frizzante, che movimenta la narrazione molto più degli amplessi descritti. Un maggiore approfondimento di questo punto, incluso l'allenamento e la trasformazione da essere umano a macchina, avrebbe certamente dato una maggiore valorizzazione al libro. Lena e Amir vengono descritti come forze anteposte, in una continua lotta tra sincerità e menzogna, comprensione e incomprensione, distanza e contatto. La frenesia dei giorni della prigionia fa conoscere ad entrambi dei lati nascosti di sé che normalmente non avrebbero mai potuto tirare fuori. Senza le circostanze adatte, nemmeno il loro incontro sarebbe stato possibile. Ma l'amore o il destino non sono contemplati in "Uno sconosciuto accanto a me", così come le carezze o la dolcezza. Amir e Lena si sentono e sono deviati, come quel luogo crudele e asettico, ma nel disorientamento riescono a trovare qualcosa che li fa camminare di pari passo, facendo desiderare altro, che va oltre il proiettile sparato contro il nemico.
Lo stile di scrittura di Marilena Barbagallo ha contribuito molto nel tenermi aggrappata alla storia, che altrimenti avrei abbandonato dopo i primi capitoli. In alcuni passaggi l'evoluzione delle vicende è fin troppo ovvia, mentre avrei voluto molto sentirmi sorpresa e maggiormente turbata (proprio come il passato dell'uomo è riuscito a fare). Ci sono un sacco di potenzialità, che però non sono riuscite appieno a soddisfarmi. Avrei preferito assistere ad una maggiore crudeltà e manipolazione psicologica, per esempio, non tanto perché io sia sadica, ma perché mi sarebbe piaciuto molto andare oltre l'inevitabile rapporto di coppia tipico dei Dark Romance. È come se il Settore Zero avesse molto altro da offrire, e spero di poter soddisfare appieno questa mia necessità di vedere altro con il secondo libro. Di certo terrò d'occhio la scrittrice, che spero possa offrirmi di meglio in futuro.

TAPPE:



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