giovedì 26 aprile 2018

Review Party: Recensione di "Big Bad Bunny" di Samuele Fabbrizzi


« Certe cose vanno così e basta. Ci sono buchi, nel cuore, che nessuno è in grado di tappare. Difetti di produzione che nessuno può aggiustare. Non siamo noi a fottere i sogni, sono i sogni che fottono noi. E ci cambiano. A che serve avere un mucchio di parole se nessuno ha voglia di ascoltarle? »


Tutto è iniziato come un gioco. Perversione, divertimento, una gita in compagnia. Situazioni diverse, stesso declino.
Il legame tra Demetria, Fargo, Pedro, Jennifer, Sonia e Damasco è appeso ad un sottile filo invisibile, fatto di follia, scontri, fraintendimenti e tradimenti. Sembrano non avere nulla in comune, ma è come se qualcosa di ignoto li avesse uniti, quel giorno, per spingerli a mettersi in viaggio verso un concerto a cui non giungeranno.
Perché sul loro cammino, con prepotenza, si affaccia Los Monstruos. Luogo di inganni, inquietudine ed orrore, pronto a catturarli e intrappolarli in un incubo di dolore e sangue. Ma questo è necessario: solo questo, per la gratificazione del Grande Coniglio.

"Big Bad Bunny" è un horror intenso che, seppur breve, riesce ad instillare nel lettore una paura viscerale, così come l'inquietudine e il giusto voltastomaco per la descrizione di determinate scene. Non è di certo una lettura per tutti, ma un buon trampolino di lancio per gettarsi in un genere di difficile apprezzamento. La crudeltà trasuda dalle parole scritte da Samuele Fabbrizzi, torturando l'immaginazione fino a far credere di assistere davvero agli accadimenti che sconvolgono le vite dei personaggi. C'è qualcosa di sovrannaturale legato al Marvin Hotel di Los Monstruos che va oltre la comprensione di tutti, sia dei protagonisti sia degli spettatori che impotenti osservano dall'esterno. Andare al di là dell'intelletto terreno significa mettere in discussione qualsiasi principio, fino ad insinuare il dubbio sull'esistenza di un superiore che non dà scampo, che può trasformarti in un burattino cui basta un niente per staccare la testa.
Terrore e mistero si uniscono, perché più del solo timore è l'unione con l'ignoto che manda il sangue al cervello. Conoscere il destino delle vittime diventa quasi una missione di espiazione, per tutte quelle volte che leggendo la preparazione della carne da macello si è distolto lo sguardo dalle parole, per non soffrire ulteriormente.
Mentre le urla continuano a rimbombare.





mercoledì 25 aprile 2018

Blog Tour: "Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché" di Giulia Ciarapica - Biografia Autrice





Il meraviglioso #BBmagicaltour dedicato al libro "Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché" di Giulia Ciarapica oggi fa tappa in questa tana di passioni. Sono davvero felice di poter partecipare ad un evento tanto grande quanto coinvolgente e mio è il compito di presentarvi oggi l'autrice protagonista del Blog Tour.

TAPPE:



Giulia è nata a Fermo il 21 Dicembre 1989. 
Si è laureata in Filologia Moderna presso l'Università degli studi di Macerata e dal 2014 ha intrapreso la carriera di blogger e critica letteraria. Collabora con diverse case editrici (come GiuntiLonganesi) e testate online, tra cui Huffington Post con la rubrica Food&BookSoloLibriIl Foglio e Il Messaggero
È attiva nell'organizzazione di eventi culturali (come l'International Journalism Festival di Perugia, quest'anno dal 11 al 15 di Aprile) e non da ultimo tiene molto al contatto con i giovani, attraverso delle lezioni organizzate in diverse scuole. A marzo, infatti, si è svolto il corso di book blogging e social network nelle scuole di Macerata. 
Il suo colore preferito è il rosa e, nonostante leggere sia una sua grande passione, ha affermato che fino all'età di quindici anni non era per niente interessata alla lettura. Da bambina, però, ha visitato a Recanati con la famiglia la casa di Giacomo Leopardi, autore che l'ha colpita al punto da farle recuperare ogni poesia da lui scritta.
Tra i suoi libri preferiti spiccano "L'isola di Arturo" di Elsa Morante, "Il viaggio nel passato" di Stefan Zweig, "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa  e "Un amore" di Dino Buzzati.
Grazie alla casa editrice Franco Cesati Editore, l'8 Febbraio è uscito in libreria "Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché", riscuotendo subito successo tanto da andare in ristampa già dopo il primo mese di vendite. Attraverso la sua opera, Giulia dà la personale definizione di book blogger e cerca di spiegare l'attività di critica letteraria. "Recensioni", "Bookstagram", "Book Haul" sono termini comuni per chi è del mestiere, ma grazie a questo manuale anche i meno esperti o profani possono farsi un'idea costruttiva sul parlare e scrivere di libri.
I tre segreti per essere blogger? Sincerità, costanza e divertimento.

Se volete, potete seguirla qui:

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Il libro è disponibile all'acquisto sul sito dell'editore e qui

lunedì 23 aprile 2018

Cover Reveal: "Né a Dio né al Diavolo" di Aislinn




La fangirl che è in me è lietissima di presentarvi il nuovo libro di Aislinn in uscita al Salone del Libro di Torino: "Né a Dio né al Diavolo", edito da Gainsworth Edizioni.
Per me è un'emozione grande vedere una persona che stimo da anni tornare finalmente nel panorama letterario, non posso esimermi dall'augurarle un grosso in bocca al lupo per questo nuovo traguardo!
Se non conoscete la duologia "Angelize" edita da Fabbri, fidatevi e recuperatela.

Di seguito i dati del libro e un piccolo estratto.
Aislinn si è fatta attendere, ma sono certa che non deluderà le aspettative di chi bramava da tempo questa nuova uscita.


Trama:

Biveno. “Capitale del nulla”. Sessantamila anime dimenticate da Dio ai piedi delle Alpi piemontesi. Da lì un giorno d’estate del 2010 parte una macchina diretta a un colossale festival metal in Germania, con a bordo il terzetto peggio assortito della storia: Ivan, senza lavoro ma con qualche segreto, depresso con l’orlo del baratro a portata di mano; Tom, idraulico per professione e giullare per vocazione, troppo abituato a fingere di essere un idiota; e il tizio silenzioso che tutti chiamano Lucifero, capelli lunghi e occhiali scuri d’ordinanza, vampiro da quasi quattrocento anni. E non serve a nulla che lui parli tranquillamente della sua vera natura, tanto nessuno ci crede, Tom meno di chiunque altro. Dovranno cominciare a balenare gli artigli e a scorrere il sangue perché i due ragazzi si rendano conto che frequentare un mostro non è innocuo come una canzone black metal. Men che meno un mostro che si trascina dietro amanti immortali, vendette secolari e una sete che nulla al mondo può spegnere. Ma le notti sono lunghe a Biveno, e c’è tempo per imparare...

Estratto:

“Il sangue gli riempiva la gola. Inzuppava la paglia. Lui tremò, tremò più forte. Scivolò su un fianco. Il respiro era più faticoso. Un'ombra gelida sommerse la cella, lo strinse in un'ultima morsa. Era un buio aggressivo, eppure quasi rassicurante. Tutto scorreva via. Anche le parole si perdevano, e se pure avesse avuto ancora voce, le parole che gli rimanevano non le avrebbe rivolte né a Dio, né al diavolo. La promessa che aveva infranto non l'aveva fatta nel loro nome.”

Conscia di ciò che amo, ricordo ciò che va rispettato


« Un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi... »


Oggi, 23 aprile 2018, in tutto il mondo si festeggia la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore. Di fatto, è un omaggio a ciò che amo di più: la lettura.
È importante ricordarci quanto sia potente, come metodo di divulgazione della conoscenza.

Questo evento è stato riconosciuto dall'Unesco nel 1995 con l'obiettivo di di promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione del copyright. Il 23 aprile, inoltre, cade la commemorazione della morte di tre importanti scrittori: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega. 

La Commissione Nazionale Italiana dell'Unesco ha scelto di mettere il libro al centro della giornata, stilando un elenco di storie ambientate nelle 20 regioni italiane. Per ognuna sono stati scelti due libri, per legare la narrativa al territorio e stimolare l’interesse dei lettori.


venerdì 20 aprile 2018

Cover Reveal: "La dodicesima clessidra" di Isabella Vinci


Benvenuti ad un nuovo Cover Reveal! Quello di oggi è dedicato ad una nuova uscita della Lettere Animate Editore: "La dodicesima clessidra" di Isabella Vinci, di cui a breve potrete leggere il mio personale parere.

Di seguito, i dati.


Autrice: Isabella Vinci 
Editore: Lettere Animate 
Genere: Paranormal romance 
Pagine: 276 
Prezzo cartaceo: 14€



Mar dei Caraibi, 1850. Lady Emerald Blacksmith è in fuga da un matrimonio con un uomo riprovevole, quando viene catturata dal corsaro Benedict Rose. Ma il loro nemico comune li unirà in una battaglia contro l’ingiustizia. Benedict non è chi dice di essere, ma anche lei nasconde un segreto. Ecco perché non può cedere al fascino indicibile di Benedict e deve tenerlo a distanza. Ma il passato è dietro l’angolo e chiama a gran voce la ragazza. Un’antica popolazione, un’isola impenetrabile, bambini da salvare, misteriose e alquanto inquietanti profezie, sembreranno volersi frapporre alla passione che inesorabile nasce tra i due. Il viaggio di Emerald e Benedict è molto più arduo di ciò che credevano. Riuscirà il loro amore a superare le terribili prove a cui sarà sottoposto?
Dodici sono i Custodi dell’Isola, dodici le clessidre.
E la sabbia della dodicesima ha appena iniziato a scorrere.




mercoledì 18 aprile 2018

Blog Tour: "Big Bad Bunny" di Samuele Fabbrizzi - Citazioni cinematografiche



Addentrandovi nelle profondità di "Big Bad Bunny", vi accorgerete che non è solo l'orrore a tinteggiare e caratterizzare la particolare opera di Samuele Fabbrizzi. Se avete seguito il blog tour dedicato sino ad ora, avrete sicuramente imparato a conoscere autore e personaggi, immersi in un'ambientazione ben delineata, così come la musica che in sottofondo accompagna in maniera quasi inquietante la lettura.


Ebbene, non è finita qui. Un altro è l'elemento caratterizzante di questo libro: la cinematografia. Un piccolo, grande dettaglio, specie per presentare i personaggi:

1.

Storielle a parte, di una cosa era sicura: c’era qualcosa nascosto nell’erba, occultato dagli alberi, vestito di tenebra. Qualcosa capace di sfuggire alla razionalità. Qualcosa che neanche il tempo era riuscito ad ammazzare. Qualcosa sopravvissuto al fuoco, ai pregiudizi e al piombo.
Ma Gemma non era intenzionata a scoprirlo.
Era lì per aprire le cosce, non per girare una puntata di X-Files.
2.
Bunny le porse una bottiglietta con il tappo rosso. Lei lo ringraziò con un ampio sorriso monouso. Mentre sorseggiava l’alcol, si accorse che il televisore era impostato su Cartoon Network: trasmettevano una puntata di Bugs Bunny.
«Che succede, amico?» dissero in coro uomo e coniglio.

Quelle disseminate per la storia sono solo in apparenza innocenti citazioni. Si presentano come rimandi ad altro per rendere più chiaro il concetto che si sta spiegando. Come durante le conversazioni tra amici... 

1.
«Svegliati, cazzo! Mi si sciolgono le palle», insisté Pedro.
Il primo particolare che vide quando Damasco aprì la porta furono i lunghi capelli da metallaro che gli coprivano il volto appiccicato dal sonno.
«Cazzo d’ore sono?»
«Quasi le undici e mezzo, cugino IT.»
Pedro notò che l’amico indossava ancora la maglietta dei Guns ’n’ Roses del giorno precedente. Alle sue spalle, lenzuola arrotolate in fondo al letto, bottiglie di birra sul pavimento e il televisore impostato sui cartoni animati.
«Ti stavi masturbando su Puffetta?»
«Cazzo no, amico.»
«Nottataccia?»
«Ho bevuto come uno stronzo.»

2.
«Qualche problema, amico?» lo beccò Fargo.
«Tranquillizzati.»
«Non rompere i coglioni.»
«Okay, He-Man.»
«Mi prendi per il culo?»
«Fargo», intervenne Sonia.
«Che c’è?»
«Stai rovinando il viaggio. Non fare l'hashtag #guastafeste.»
«Furgoncino mio, regole mie.»
Vi fu un lungo momento di silenzio dove perfino la radio smise di prendere.
Fargo continuava a lanciare sguardi minacciosi all'ex amico, ma Pedro, accantonata l’idea di salutarlo con la manina, aveva deciso di ignorarlo preferendogli i piedi della sorella.
«Che avete fatto ieri sera tornati dal locale?» domandò Demetria per alleggerire l’atmosfera. «A Fargo e Jennifer non lo chiedo neanche. È stato come ascoltare un film porno: insensato e fastidioso.»
Jennifer scoppiò a ridere.
«Dì la verità, avresti preferito partecipare», disse Fargo.
«No, non mi piacciono i threesome fra donne.»
«Uhuh», cantilenò Sonia.
«Quando la volpe non arriva all’uva…» commentò Fargo, impermalito.
«Credimi Fargo, non sei il tipo d’uva che assaggerei.»
Pedro scosse il capo. Non sopportava gli atteggiamenti da maschio alfa, anche se, nel caso di Fargo, erano più atteggiamenti da maschio Alf, l’alieno della serie tv.

3.
«Sono un fiore.»
«Come no. Un fiore di campo sotto una cagata di mucca.»
Damasco prese il cellulare per tenersi impegnato.
In televisione trasmettevano Batman di Tim Burton.
«Preferisco quelli di Nolan», disse Pedro.
«A me piace il Joker di Nicholson.»
«Niente di speciale.»
«Vogliamo parlare di quello di Leto?»
«Dobbiamo proprio?»
Damasco buttò giù un altro sorso di bionda. Sciacquatosi di dosso la calura del giorno, indossava una vecchia maglietta degli Iron Maiden. Teneva i capelli legati. Di tanto in tanto abbassava il capo come una carrozza sulle montagne russe. 
«Svegliati», gli ripeté Pedro, osservando la pericolosa inclinazione della bottiglia.
«Un fiore, cazzo, un fiore.»
«Per caso ti hanno incollato la birra alla mano?»
«È una questione d’onore.»
«Ma che…?»
Pedro rinunciò a seguirlo. Stava vaneggiando. Bevve un goccio di tequila mentre guardava Michael Keaton saltare giù da un palazzo ad ali spiegate.
«Questa camera mette i brividi», disse Damasco. «Sembra di essere in quel film…» Si prese un momento per ricordarsi il nome. «Sì dai, quel film dove c’è una coppia che alloggia in un motel e viene assalita da alcune persone.»
«Quello dove dei bastardi uccidono la gente per girare degli snuff movie?»
«Che?»
«Pellicole amatoriali dov'è tutto reale, dal sesso alla violenza, morte compresa.»
Ma Damasco aveva già smesso di ascoltarlo. Fissava lo schermo del cellulare. Le palpebre ammezzate. «Ho solo maiale fra le amicizie di Facebook», disse.
«Buon per te. Comunque il film è Vacancy.»
«Vacancy, cazzo. Bravo.»
Damasco seccò la birra e tentò di fare canestro nel cestino.
Sbagliò. 
Ma in "Big Bad Bunny" l'incubo è dietro l'angolo. E quando ci sei di fronte, non esiste citazione che tenga. Ormai, è troppo tardi.

1.
Gli tornò in mente il cadavere nella boscaglia, Marvin il Marziano, quel poveraccio ustionato, ricostruito e vestito da centurione romano. E quando Gioia gli mostrò una giacca blu cucita a mano, gli inquietanti dubbi divennero agghiacciante certezza. Non sarebbe mai uscito vivo da lì dentro, ovunque egli fosse. Quel finocchio psicopatico lo avrebbe torturato, ucciso, trasformato in Porky Pig e abbandonato in un luogo sperduto del Texas.

2.
Pedro intanto stava ammirando i fenomeni da baraccone dei dipinti appesi alle pareti verdastre. Le stranezze lo affascinavano e in particolar modo anni addietro, influenzato dal film Freaks di Tod Browning, si era documentato sulla storia del Circo nel mondo e sulla figura del “mostro” all'interno della società, la stessa società che alienava il diverso, ghettizzandolo, ma al tempo stesso spendeva denaro per toccare con mano gli errori di Madre Natura. La stessa società che proibiva a nani, microcefali e uomini-bruco di prendere un frappè in un locale qualunque, mischiandosi a gente qualunque, per poi passare il fine settimana ad ammirare quegli stessi abomini, animali allo zoo, scarabocchi umani/disumani da temere e compatire, aborrire e studiare, cacciare e ricercare, nei tendoni, ovviamente, nel loro mondo, lontano dalla quotidianità, dalla normalità e dalle cittadine abitate da gente cristiana.


Spero di aver suscitato curiosità e timore, grazie a questi brevi estratti. A presto, con la recensione!




Segnalazione: "E Se...Oltre la maschera Tu" & "Fingiamo che sia per sempre" di Eliana Ciccopiedi


Con questo articolo ci tengo a segnalarvi la duologia dell'autrice Eliana Ciccopiedi, di cui lascio di seguito i dati nel dettaglio.


TITOLO: E SE… Oltre la maschera, tu
AUTORE:  Eliana Ciccopiedi
USCITA:  aprile 2018
CASA EDITRICE: self-publishing
GENERE: rosa
FORMATO: ebook e cartaceo
PAGINE: 299
PREZZO: ebook 2.99 cartaceo 13.00
AMAZON: Ebook Cartaceo

TRAMA:
E se la felicità non fosse solo un’intima convinzione?
Leonardo non ha altri sogni da realizzare; quando irrompe sulla scena incanta il pubblico, raccoglie applausi e consensi. Elena dalla sua poltrona osserva la vita inconsapevole, incapace di assaporarla veramente.
Le incrollabili certezze di Elena, la tranquilla e anonima quotidianità in cui ha circoscritto la sua esistenza. L’intensità con cui Leonardo affronta la vita, sempre oltre, per nascondere la sottile malinconia che lo segna.
Due mondi lontani, opposti. 
Un ritardo clamoroso e un treno perso condurranno Elena e Leonardo a condividere lo stesso istante di vita. E se non avessero fatto altro che cercarsi? E se la vita si riducesse tutta a quell’unico istante? 
Basta così poco a trasformare un potrebbe essere in un E se…






TITOLO: FINGIAMO CHE SIA PER SEMPRE
AUTORE:  Eliana Ciccopiedi
USCITA:  gennaio 2018
CASA EDITRICE: self-publishing
GENERE: rosa
FORMATO: ebook e cartaceo
PAGINE: 389
PREZZO: ebook 2.99 cartaceo 15.00
LINK ACQUISTO: 
GOOGLE PLAY LIBRI:

TRAMA:
«Che casino, eh? Elena ed Emma. Leonardo e Luca. Elena e Leonardo. Luca ed Emma.»
«Non ci capisco più niente. Come si distingue tra finzione e realtà?»
«Non impersonare se stessi sarebbe un’idea.»

Romanzi, palchi, camere da presa. Il seguito di E se… è un arazzo tessuto tra realtà e finzione, un velo che confonde.
Maschere indossate e altre che si sgretolano, timori nascosti dietro sorrisi tirati, fragilità che non sopportano l’abisso e fremono per parlare, urlare, cercano la mano di chi vuole vedere.
Le vicende di Emma e Luca, Elena e Leonardo si intrecciano ed esasperano chi cerca la verità. E se la verità non esistesse, e se fingessimo soltanto che sia per sempre?







sabato 14 aprile 2018

Recensione: "Monochrome" di Alessandro Fusco



« A seconda dell'ora, fra quelle bianche pietre solcate di nero, fra massonici richiami e geroglifici scolpiti in un'epoca decadente ma colta, i segreti della vita le vengono rivelati nel sogno della morte, come se essa potesse divenire, senza ombra di dubbio, il passaggio per una realtà superiore e misteriosa, dove i sensi dell'umana condizione perdono ogni significato. »


Non sapere cosa aspettarsi da un incontro, rende l'incontro stesso una creatura vivente. Questo può sorprendere, infastidire, risanare o addirittura infliggere dolore. L'incontro è fatto di sguardi e parole, silenzi e attese. Il corpo si muove di conseguenza, accogliendo l'ignoto o lasciando che il vento lo porti via, verso altro.

Questa è la storia di come un incontro può donare amore e maledizione. Anime affini, destinate a ritrovarsi, ma che si scontrano contro il muro dell'incomprensione e della sventura.

Vladimir osserva Giorgia mentre guarda le foglie d'autunno. Chiede se le piacciono i loro colori, senza sapere che la ragazza vede da sempre il mondo in bianco e nero. 
Introverso e tenebroso. Alternativa e ribelle. 
Si studiano in un istante, pensando che non potranno mai avere nulla in comune. Ma vogliono incontrarsi di nuovo e ad ogni pensiero espresso percepiscono i cuori intrecciarsi, oltre l'età, oltre i fraintendimenti e le reali intenzioni.
Il loro legame supera il confine del visibile, sfociando in un sentimento di cui Giorgia può vedere i colori.

L'arte è il simbolo del confine tra realtà e illusione, tra vita e morte: una figura la cui storia è chiara nella mente dello spettatore, viene rigirata e ripresentata sotto una luce diversa. Si mostra senza pudore e osserva chi le sta di fronte. Senza giudizio alcuno. Come le statue di un cimitero, che assumono significati diversi e trasmettono sensazioni più o meno intense in base a chi le ammira. 

Scrivere un libro è un'arte, e "Monochrome" è l'esempio perfetto. Alessandro Fusco tesse una ragnatela di parole a metà tra la solidità del mondo e l'onirico, incantando e toccando corde che risvegliate danzano con la ragione e i sentimenti. Rivedersi in frasi scritte da qualcun altro è magico e inquietante al tempo stesso: esiste davvero un potere che unisce lo sconosciuto al conosciuto?
L'emozione invade fino ad accecare, al punto che non ci si rende conto di quella ragnatela sempre più stretta intorno al collo. Giunge la fine, ed è troppo tardi. Non ci si accorge delle ossa spezzate, ma della desolazione che subito dopo si palesa, crudele.
Negli occhi ancora aperti, lo sconvolgimento di quell'ultimo capitolo è tale da indurre un bisogno fisico del silenzio. Ci vogliono giorni senza altre parole, bloccati nel flash di un attimo come lo scatto fotografico, prima di tornare a respirare.
Prima di tornare a vivere in altri colori.  


venerdì 13 aprile 2018

Recensione: "Vampiro Tossico" di Stefano Tevini



« Quando stai male non interessa a nessuno. »

Spesso le disgrazie capitano proprio quando una persona non pensa alle conseguenze o non trova un motivo valido per giustificare una determinata azione.
Semplicemente, perché non c'è.

Nico e i suoi amici cercavano solo un modo per divertirsi. Ma in quella notte d'estate, quando il gruppo decide di farsi mordere, tutto cambia. Non è più possibile uscire alla luce del sole e vivere una vita semplice e comune. Il sangue diventa sempre più l'obiettivo di ogni notte, ma in loro conservano un animo umano che li spinge a non fare davvero del male. Eppure, per sopravvivere, furti, spaccio di morsi e prostituzione diventano una scelta costretta dalle circostanze. Condannati da tutti, perfino dalle proprie famiglie, Nico, Celeste, Cesare e Bindi si sforzano di andare avanti, portando sulle spalle il macigno di una sciocchezza commessa. Ogni brindisi, alla fine dell'anno, è la campana che suona a morte sul loro cuore.

La prospettiva drammatica di un emodipendente si riflette in quella di chi si è rovinato assumendo droga. "Per vedere cosa si prova", senza sapere e pensare che ogni buco sul braccio è un passo in più verso il tracollo. L'astinenza acceca, porta a fare cose che nessuno con lucidità farebbe. Un tossico viene emarginato, lasciato a sé stesso perché ha preso tutte le decisioni più sbagliate. La società lo abbandona: è un rifiuto al lato della strada, è colpa sua, deve pagare e se sta male se lo merita. Va rinchiuso, danneggia. Nient'altro.

Ma in fondo, Nico avrebbe voluto solo divertirsi e godersi la gioventù. Amare, crescere e costruire il proprio futuro. Invece diventa un'etichetta che lo costringe ad andare via di casa, senza alternativa. Perfino pronunciare ad alta voce cosa è diventato fa paura e inconsciamente diventa taboo.

Il romanzo d'esordio di Stefano Tevini è il pugno nello stomaco che tutti dovrebbero provare. Con semplicità e durezza, ma senza essere troppo crudo nei particolari, narra una storia che ha l'odore degli anni '80 e che si riflette tranquillamente ai giorni nostri. Il tempo passa, ma gli atteggiamenti non cambiano. Il diverso fa paura, anche quando è un elemento fantastico a sottolinearlo.
Il lettore osserva, impotente, le vicende legate ai personaggi. Sembra quasi di essere lì con Nico e gli altri, sdraiati sul pavimento sporco dell'appartamento o durante una gelida notte passata all'esterno.

Tevini entra in maniera inquietante nella psiche di chi ha subito il morso, tirandone fuori la strafottenza, la sicurezza che poi vacilla, fino a trasformarsi in disperazione perché ciò che più di tutto
spaventa è soffrire in solitudine. "Vampiro tossico" è una tacita denuncia di una realtà drammatica e tuttora ancora diffusa. Il libro è proprio come quel primo morso: una condanna silente che mostra le conseguenze soltanto alla fine.

Una lettura inaspettatamente interessante e soddisfacente. Piacevole, per i sentimenti sgradevoli che mi ha provocato. Stefano ha centrato l'obiettivo a mani basse, sconfiggendo le mie aspettative e sorprendendomi con uno di quei testi che maggiormente preferisco: diretti, rozzi e brutali.


mercoledì 11 aprile 2018

Recensione: "Mi prenderò cura di te" di Anika Perry


« I nostri corpi parlano per noi e dicono più di quanto noi stessi siamo pronti ad ammettere.
No, non si torna indietro. »

Megan ha perso tutto. Vittima di un ricatto, dovrà resistere ai soprusi per ritrovare la sorella perduta. Ogni giorno le sembra di cadere sempre di più in una spirale che la porta e sentirsi strappare di dosso la propria identità.
Ma tutto cambia, quando il misterioso Rick inizia ad osservarla da lontano.

Una storia semplice e dal lieto fine, ma che parla di un dramma infantile e di come l'amore può vincere sulle difficoltà. A discapito di quello che può sembrare, "Mi prenderò cura di te" è un romanzo d'esordio avente molteplici sfaccettature che lo rendono complesso e ricco, anziché banale. Ciò è dato dallo stile di Anika Perry, che scorre veloce, senza annoiare. La scrittrice ha dipinto dei personaggi ben definiti e forti, che non si perdono d'animo anche di fronte al dolore, ma lottano per raggiungere la tanto agognata felicità.
La passione tra Megan e Rick sboccia anche per questo: per ritrovarsi e riconoscersi negli occhi dell'altro, senza pregiudizi. Nel loro caso, non è un elemento che acceca, ma quello necessario per far aprire gli occhi.
Spesso è facile nascondersi dietro una maschera, ma Megan sa cosa si nasconde davvero dietro Lady M. Vuole custodirlo, proteggerlo, ma inconsciamente creando una gabbia inutile in cui rinchiudere tutto. Quando Rick la invita a fidarsi e confidarsi, la donna comprende che le serviva solo quello: la comprensione, qualcuno che la facesse stare bene.

In bocca al lupo ad Anika, che con oggi si mette in gioco nel mondo della scrittura. Sono certa che con l'impegno e l'esperienza riuscirà a regalarci grandi emozioni.

Potete acquistare "Mi prenderò cura di te" qui.

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