giovedì 27 luglio 2017

Review Party: Recensione di "Ritorno alla casa dei ricordi" di Helen Pollard




« Si avvicinò e mi prese tra le braccia, poi accostò la bocca alla mia, dapprima con esitazione… ma non durò a lungo. Le nostre labbra si unirono con la stessa perfezione che ricordavo, solo che stavolta non c’era più niente che ci trattenesse. Nessun rimpianto al pensiero che stessi per tornare in Inghilterra, nessuna riluttanza all'idea di dare vita a qualcosa che non avremmo potuto portare avanti. A quel bacio era concesso di racchiudere promesse e possibilità… e, oh, fu dolcissimo. »

Sono davvero felice di essere tornata a "La Cour des Roses", luogo principale della trilogia romance scritta da Helen Pollard.

Il primo libro si chiama "La piccola casa dei ricordi perduti", di cui potete trovare la mia recensione qui.

Dopo aver chiuso definitivamente i ponti con Nathan, Emmy si è resa conto che solo la Francia potrà davvero farla ricominciare a vivere. Per questo è tornata alla pensione di Rupert, e ora lavora per lui a pieno titolo.
Questa volta, sarà tutt'altro che una vacanza: Emmy dovrà fare i conti con l'isteria e sfrenatezza dei clienti, specie con l'arrivo della famiglia Thompson che le darà del filo da torcere. Ma la donna è determinata a far risplendere questo posto agli occhi dello spietato blogger di viaggi Geoffrey Turner, che ora alloggia lì e non mancherà di scagliare le proprie critiche ad ogni occasione buona.
Fortunatamente, Emmeline avrà dalla sua parte l'immancabile Rupert, dall'atteggiamento burbero e il cuore tenero, e il sostegno di Alain, commercialista e suo attuale amore.
Ai nuovi incontri si alterneranno vecchie conoscenze che, aspettate o meno, renderanno più frizzanti e ricche le giornate della protagonista, che mai come adesso si sentirà tanto viva.

Helen Pollard è riuscita a mantenere costante l'atmosfera delicata e spensierata che mi aveva attratto nel primo libro. Emmy si dimostra ancora una volta un personaggio realistico, che commette errori ma ha la forza necessaria per porvi rimedio. Le sue debolezze si amalgamano alla caparbietà che la contraddistingue; l'amore e il rapporto con Alain sapranno come sciogliere piacevolmente il vostro cuore.

Una storia perfetta per l'estate: ogni pagina è ricca di freschezza e vitalità, che rendono la lettura una spensierata e rilassante vacanza.

Grazie a Newton Compton Editori per questo libro, spero di avere presto notizie dell'ultimo volume della serie.


martedì 25 luglio 2017

Blog Tour: Recensione di "Plugged" di Jill Cooper



« Solo per questo valeva la pena fare tutto.
Tranne per il fatto che è tutta una bugia.
Lei non è al sicuro. Nessuno di noi lo è. Io non sono neanche qui; sono bloccata nel laboratorio.
Trattengo il fiato mentre penso a Rex e a ciò che sta cercando di farmi fare. Ma non posso. Non lo farò. Mi rifiuto.
Sono Lara Crane e posso batterlo. Una volta capito come. »

Eccoci tornati nel mondo creato da Jill Cooper, con la recensione di "Plugged", secondo capitolo della serie "The Rewind Agency".

Nota: in questa recensione è inevitabile citare alcuni eventi di "Quindici Minuti".

Abbiamo lasciato Lara prigioniera dello zio Rex. Catturata con l'inganno, ricattata e torturata, ora è la vittima degli esperimenti che porteranno la Rewind Agency a possedere il perfetto viaggiatore del tempo, in grado di eseguire qualsivoglia ordine a loro piacimento.

Sconvolta e debole, Lara non si arrende e persegue il suo obiettivo: tornare al momento in cui la sorella è stata rapita per salvarla e cambiare la sua attuale situazione.
Ingannare il suo carnefice non sarà per nulla facile, così come distinguere l'illusione in cui viene catapultata da ciò che davvero è accaduto. Arrendersi alla realtà fasulla creata nella sua mente è una tentazione sempre più ammaliante, ma il rischio di perdere i veri affetti la fa rimanere lucida.

Rimuginare sulle conseguenze di una sola azione ormai è diventato inutile, l'unica cosa possibile è vivere nella nuova linea temporale, lottando per il bene dei propri cari.

Se nel primo libro ho amato l'azione, in "Plugged" ho apprezzato il rallentamento della storia a favore della riflessione sul consolidamento dei rapporti umani. Come ben ricordiamo, Lara si è ritrovata in una famiglia totalmente diversa e al fianco di un ragazzo che in precedenza non avrebbe minimamente calcolato.
Il desiderio di avere una mamma nella propria vita, ha creato una realtà in cui la figura materna è poco presente, troppo presa dal lavoro e dal badare ai figli più piccoli. Inoltre, Lara è stata costretta a rinunciare a suo padre, rinchiuso ingiustamente per un reato che non ha commesso. Vedere la ragazza al fianco di Donovan anziché Rick è stato piuttosto difficile da assimilare, ma il loro rapporto, così intenso e sincero, è riuscito a convincermi totalmente.

Non mancano anche qui i colpi di scena, ma ciò che fa rimanere in tensione è la drammatica situazione che la protagonista deve affrontare e da cui sembra non possa esserci via di fuga. Qui, il finale è soddisfacente, ma meno intenso rispetto al precedente. Sono davvero molto curiosa di sapere cosa accadrà in "Detached", volume conclusivo della serie.

"The Rewind Agency" si riconferma essere una serie affascinante e imperdibile, ricca di elementi validi ed emozioni assolutamente da provare!

COSA FARESTI SE POTESSI TORNARE INDIETRO PER QUINDICI MINUTI?

La Dunwich Edizioni mette a dura prova i blogger partecipanti a questo evento ponendo una domanda complessa, ma totalmente in tema. Come la serie di Jill Cooper ci insegna, tornare indietro nel tempo comporta conseguenze che sfuggono al nostro controllo, nonostante il cambiamento desiderato sia apparentemente minimo. 

Ognuno di noi ha qualche rimorso nella vita, e se avessi quindici minuti nel passato, tornerei al momento in cui decisi di rinunciare al canto e alla musica, per impedirmelo. Non so se questo avrebbe un impatto concreto sul mio futuro, ma sicuramente mi libererebbe da un peso che probabilmente non mi lascerà mai.

Voi cosa fareste se poteste tornare nel passato per quindici minuti?



lunedì 24 luglio 2017

Recensione: "Quindici Minuti" di Jill Cooper


« Il mio primo pensiero va a mio padre. Ho scambiato un
genitore per un altro e il senso di colpa fa male come il pungiglione
di un’ape.
Faccio la doccia e l’acqua mi massaggia la schiena. La pressione
è molto più forte qui che nel mio vecchio appartamento.
La vita è molto più semplice adesso, ho tutte le comodità che si
potrebbero desiderare. Ma questo non fa diminuire il senso di colpa. Lo intensifica. »

Ho passato un weekend intenso, in compagnia di una giovane donna forte e determinata. Sto parlando di Lara Crane, la protagonista della serie thriller fantascientifica "The Rewind Agency" di Jill Cooper.

Ci troviamo in un futuro non molto lontano, in cui l'agenzia Rewind ha trovato un sistema per viaggiare nel tempo e ne ha fatto il proprio business. Quindici minuti nel passato, rispolverando i propri ricordi, come ombre invisibili. Chi non lo vorrebbe provare anche solo una volta?

Lara ha un solo desiderio: tornare indietro nel tempo per evitare che sua madre venga uccisa in quel maledetto vicolo. Perché sì, lei può farlo: è una dei pochi in grado di interagire materialmente con il passato.
Ma una volta scongiurata la tragedia, tutto cambia: il padre è in prigione accusato del tentato omicidio, sua madre si è risposata e lei ha una relazione con Donovan anziché con Rick.
I suoi vecchi ricordi e quelli di questa nuova realtà si sovrappongono sempre più, fino a farle dubitare della sua vera identità.

Cosa si cela dietro al progetto Banca della Memoria, creato dalla Rewind Agency?

Creare una storia basata sui viaggi del tempo non è per niente facile, specie in un modo tanto originale e coinvolgente. Non ho potuto fare a meno di continuare a leggere, fino all'ultima pagina, con il fiato sospeso e il cuore martellante in petto.

Il ritmo incalzante della narrazione mi ha permesso di non perdermi tra un cambio temporale e l'altro, cosa che purtroppo mi riesce fin troppo semplice, nonostante questo sia un tema che apprezzo molto.

"Quindici Minuti" è un libro pieno di azione e colpi di scena, ancora mi chiedo come mai abbia aspettato tanto a decidermi di leggerlo. Il finale è al cardiopalma: sembra giungere ad una risoluzione, per poi rimettere in discussione tutto. Per mia fortuna ho potuto leggere, subito dopo, "Plugged": secondo capitolo della serie, per partecipare al blog tour di domani.

Ringrazio infinitamente la Dunwich Edizioni per questa splendida opportunità.

Un ultimo riferimento, degno di nota, va a "Rewind", una breve novella con un punto di vista diverso rispetto a quello di Lara, molto interessante, specie per le conseguenze che possono abbattersi sul seguito della

serie.

Quindici Minuti e Rewind sono disponibili all'acquisto sul sito della casa editrice e su Amazon.



lunedì 17 luglio 2017

Review Party: Recensione di "Questo canto selvaggio" di Victoria Schwab



« Avrebbe potuto andarle peggio – la perdita dell’udito era solo parziale – ma era troppo furba per permettere che altri le vedessero. Erano un segno di debolezza, comunque, e la debolezza non si doveva mai mostrare: glielo aveva insegnato Harker a dodici anni, quando le cicatrici erano ancora recenti. "Perché?" gli aveva chiesto, siccome era giovane e stupida. "Ogni debolezza espone la carne" le aveva risposto. "E la carne invita il coltello." »

Grazie a Giunti ho avuto modo di leggere un libro che mi ha conquistata fin dalla prima pagina: sto parlando di "Questo canto selvaggio" di Victoria Schwab, primo libro di una duologia distopica.

Ho sentito davvero tanto parlare di questa scrittrice, acclamata da molte persone. Avevo il timore che tutta questa carica d'aspettativa non me l'avrebbe fatta apprezzare, invece ora posso capire come mai abbia avuto così tanto successo. "Questo canto selvaggio" è un libro veramente originale.

Ci troviamo a Verity City, una città violenta e spezzata dai diversi scontri provocati dagli umani. Ad ogni azione malvagia commessa, vengono generate delle creature mostruose: i Corsai sono i divoratori di carne, i  Malchai del sangue e i Sunai, più rari, che risucchiano le anime peccatrici attraverso la musica.

Harker e Flynn sono i rispettivi capi fazione: uno a Nord e l'altro a Sud.
Kate Harcker è ossessionata da un unico obiettivo: risultare una degna erede agli occhi del padre. Solo così, lei pensa, potrà conquistare la sua stima e il suo amore.  
August è stato adottato dalla famiglia Flynn, protetto e nascosto alla comunità a causa di un importante segreto: la sua identità di Sunai. Non si separa mai dal suo violino, anche se desidererebbe ardentemente una vita normale, da umano. Il ragazzo, inoltre, non è felice del trattamento riservato: vuole scendere in battaglia e rendersi utile. L'occasione gli si presenta quando viene inviato come infiltrato a spiare il nemico.
Due giovani appartenenti a mondi diversi, ma che sapranno creare un legame d'amicizia indissolubile. La temeraria ragazza vorrebbe scoprire cosa si nasconde dietro il velo di mistero in cui August è avvolto. Quale potrebbe essere la reazione di fronte alla verità?

Il punto di forza di questo libro è sicuramente l'affascinante ambientazione: dai luoghi alle creature descritte, la Schwab è riuscita a creare nella mia mente delle figure ben precise, come di fronte ad un film proiettato al cinema. L'immaginazione della scrittrice sembra non avere confini, sono esaltata all'idea che questa sia solo la prima delle sue opere che ho modo di leggere. Tuffarsi nella sua mente è stata una delle esperienze più belle, quest'anno.

Finalmente una storia che non si basa sull'amore tra i protagonisti, perché a Verity City non c'è spazio per l'amore: è la crudeltà, ormai, a farla da padrona.
Nonostante questo non potrete fare a meno di amare il legame che si crea tra i due ragazzi. August è il mio personaggio preferito, mentre Kate non sono riuscita a farmela piacere totalmente per alcune scelte. 

Un tema come la pericolosità del genere umano, che crea conflitti intestini nonostante le conseguenze catastrofiche, è qui trattato in maniera incisiva e particolare: non è il mostro d'aspetto il nemico, ma la scalata verso il potere e la supremazia corrode le anime dei forti, fino a far dimenticare la propria natura.

Sono davvero felice di aver avuto l'occasione per potervi parlare di questo libro, attendo con trepidazione il secondo.

lunedì 10 luglio 2017

Recensione: "La farina del diavolo: il ponte maledetto" di Stefano Nocentini


« Ma l’opera d’arte è sterile se non v’è un fruitore in grado di capirla e di goderne: perciò il Creatore aveva creato anche l’Uomo, dotandolo della capacità di comprendere la sua opera, di ammirarla, e di lodarne il sommo Artefice. Ecco dunque la soluzione del problema etico: la via del Bene è la conoscenza, cioè la comprensione del mondo; la via del Male è l’ignoranza, cioè lo sguardo rivolto al contingente, il dominio di Satana. »


Prestate attenzione a quanto vien detto: l'antico monastero del Sudtirolo nasconde tra le proprie mura una prestigiosa biblioteca. È qui che l'appassionato di storia Stefano Nocentini entra in possesso del curioso manoscritto di Stefanardo da Vimercate, in cui i personaggi si mostrano al lettore come in uno spettacolo teatrale.

Facciamo la conoscenza del Granduca di Castiglion Che Dio Sol Sa, che chiede udienza all'architetto Mastro Oliviero dell'Armentara per proporgli un interessante progetto: la costruzione di un ponte granducale sul Rio Burrone per unire le due metà del proprio feudo. Un'impresa fino a quel momento impossibile da realizzare, per le scarse conoscenze e capacità tecniche del tempo. Tormentato dal compito ingrato, Mastro Oliviero riceve la visita del diavolo tentatore, che gli propone un accordo: farà in modo che l'uomo abbia successo in cambio dell'anima innocente della prima persona che attraverserà il ponte a fine costruzione. Oliviero sa che non può resistere al tentatore quando questo inizia a parlare: accetta e parte con i lavori.
L'intreccio dei personaggi presentati è fondamentale per la riuscita della storia. Ognuno ha il proprio scopo e inconsapevolmente contribuisce al diabolico piano di Satana.

Stefano Nocentini è stato in grado di scrivere questa storia utilizzando un gergo e una ritmica che ricordano i testi antichi, non senza inserire termini ed elementi del mondo contemporaneo: una piacevole sorpresa che mi ha più volte strappato un sorriso. Questo connubio, ha reso "La farina del diavolo: il ponte maledetto" un libro sospeso nel tempo.
Una lettura non da tutti, ma che diverte e soddisfa chi si appresta a leggerla.

Ringrazio la gentile casa editrice per questo gradito omaggio.

Potete acquistare il libro a questo link.

Blog Tour: "Rondini d’inverno. Sipario per il commissario Ricciardi." di Maurizio De Giovanni - Prima Tappa Recensione



« I sogni sono infami, brigadie’. Sono subdoli e traditori, i sogni. Ti convincono che la realtà, in fondo, non è del tutto vera, che si può cambiare, che si può migliorare. I sogni ti creano qualcosa nella testa e ti fregano, perché poi senza i sogni non riesci a campare piú. »

Questa è la prima volta che mi trovo ad inaugurare un Blog Tour: è un onore presentarvi l'ultima fatica di Maurizio De Giovanni, "Rondini d'inverno. Sipario per il commissario Ricciardi", uscito il 5 luglio nelle librerie e edito da Einaudi.

TAPPE:

Dal 10 al 15 Luglio i blogger partecipanti vi proporranno delle interessanti tappe, tributo allo scrittore e alla Napoli degli Anni Trenta.


Come da titolo, tornano i casi del commissario Luigi Alfredo Ricciardi, che ormai da dodici anni ci tengono assiduamente compagnia.

Napoli, 1933. Il Natale è da poco passato e il Capodanno è imminente. Durante uno spettacolo teatrale, Michelangelo Gelmi spara alla moglie Fedora Marra. Quello che doveva essere un proiettile a salve, si rivela essere autentico: poco dopo, la donna decede. Per l'uomo si prospettano giorni tutt'altro che festosi, in cui farà di tutto per dimostrare la sua innocenza, nonostante sia stato lui a premere il grilletto.
Un caso apparentemente semplice; ma non per il commissario Ricciardi, tormentato dalle intense visioni dei morti poco prima di spirare e ancora alle prese con i sentimenti per Enrica: ora, forse, possono finalmente trasformarsi in qualcosa di concreto.
Parallelo a questo caso, Maione svolgerà delle indagini riguardanti un'amica del Dottor Modo, ridotta in fin di vita con violente percosse.

Anno dopo anno, è sempre più palpabile l'atmosfera malinconica tipica dei finali in grande stile: non manca molto al fatidico 2019, data per cui lo scrittore continua a ribadire l'intenzione di appendere la penna al chiodo.

Nonostante ciò, è impossibile non provare tensione dalla prima all'ultima pagina e avere timore di quel fatidico sipario per il modo in cui calerà sul protagonista.
Proprio per questo non voglio lasciare spazio a dettagli che potrebbero togliere stupore e attimi di mancato respiro indimenticabili.
"Rondini d'inverno" conferma ancora una volta la bravura di Maurizio De Giovanni nel tessere storie pregne d'emozione, con un inconfondibile stile e la complessa psicologia di tutti i personaggi.

Quando tornerà l'estate, prospetto una situazione ancora più bollente.

"Rondini d'inverno. Sipario per il commissario Ricciardi" è disponibile a questo link.


Cover Reveal: "Black Rose" di Sagara Lux


Buon inizio settimana! Oggi iniziamo con un Cover Reveal proposto dalla scrittrice Sagara Lux: "Black Rose", appartenente alla serie di "The Darkest Night".

Di seguito potrete trovare la copertina, la trama e un breve estratto. Buona lettura!


Titolo: Black Rose
Autore: Sagara Lux
Serie: The darkest night
Genere: Dark-Romance
Data di pubblicazione: Luglio 2017

TRAMA

Mai desiderare quel che potrebbe distruggerti.

Lilian Leroy non ha mai desiderato di svegliarsi in una stanza non sua, in compagnia di un uomo completamente nudo che non ricorda nemmeno di avere incontrato. Non ha mai desiderato di finire coinvolta nei giochi di potere che legano suo padre a un misterioso uomo venuto dalla Russia.
Ma ha desiderato lui, Sergej.
Dal primo momento in cui lo ha visto.

Sergej non ha mai desiderato nulla per sé. Ha sempre e soltanto eseguito gli ordini, almeno finché non gli è stato chiesto di fare l'unica cosa che non avrebbe mai voluto: distruggere qualcuno. 
Distruggere lei.

Tre uomini. Due donne. Una notte.
La più oscura di sempre. Quella che cambierà le loro vite. 

     

LEGGI UN ESTRATTO

Lilian Leroy era giovane, ingenua. Anche se non sapeva nulla dei traffici del padre era pronta a difenderlo a spada tratta.
E tutto per amore.
Sollevai gli occhi su di lei, chiedendomi quante altre cose avrebbe potuto fare per amore. Io ne avevo in mente almeno un paio in quel momento. Una era sedersi sulle mie gambe e lasciarsi toccare da me. Un’altra era tradire la sua famiglia.
Lilian sospirò di nuovo, poi si tolse la giacca del completo, rivelando una camicetta anonima a collo alto che tutto nascondeva e tutto rivelava. Aveva i seni tondi, morbidi. Il tessuto candido le si stringeva intorno al corpo come avrebbero potuto fare le mani di un uomo.
O come avrei voluto fare io.
«Puoi tornare a guardare il tavolo, per cortesia?» sbottò imbarazzata.
 Mi sfuggì una risata.
«Le mie attenzioni ti mettono a disagio?»
«Sei tu a mettermi a disagio.»
«Perché?»
Dalle gote il rossore le salì fino alle orecchie. Si schiarì la voce, ma ormai era troppo tardi. L’aria tra noi si era già fatta di puro fuoco.
«Perché hai già visto tutto di me» rispose a fatica, gli occhi bassi per non incrociare i miei. «Perché la scorsa notte mi hai toccata, assaggiata… E nonostante questo continui a guardarmi come se volessi dell’altro.»
«Forse io voglio dell’altro.» Tremò. Mi resi conto di avere osato troppo, così aggiustai il tiro. Abbracciai con le dita il bicchiere e lo accostai alle labbra. «O forse tra di noi non è successo quello che credi. Ci hai pensato?»
«A cosa?»
Sollevai gli occhi su di lei. La inchiodai alla sedia.
«Al fatto che potrei avere mentito.»
Si toccò il collo in uno stato di evidente disagio.
Le mancava il respiro; lo capivo dalla rapidità in cui le si muoveva il petto.
«Tu non mi hai mentito. Quando questa mattina mi sono svegliata nel tuo letto ero praticamente nuda. E poi…»
«E poi cosa? Continua.»
Deglutì e abbassò lo sguardo.
«Ho il segno dei tuoi baci addosso.»
Un brivido d’eccitazione mi irrigidì il corpo. Mi piaceva la piega che aveva preso quel discorso, ma forse gradivo ancora di più l’idea che quella mattina, dopo essere fuggita dalla mia camera ed essersi spogliata, si fosse guardata allo specchio. Completamente nuda. 
E avesse pensato alla mia bocca sulla sua pelle.
Mi leccai le labbra. C’era qualcosa di allettante nel sapere che l’avevo marchiata e che chiunque l’avesse spogliata avrebbe potuto comprendere che era già stata mia.
«Dimmi una cosa, Lilian. Dove erano questi segni?»
Spalancò gli occhi e mi fissò incredula. 
Non riuscii a resistere alla tentazione di fare scivolare una mano sotto il tavolo e sfiorarle una coscia.
«Li avevi per caso qui?» 
Le sollevai la gonna e le accarezzai la parte più esterna della gamba; quella che si trovava rivolta verso di me. 
«Oppure qui?»
Ruotai il polso e le sfiorai la piega tra inguine e coscia. Seguii il bordo delle mutandine. Erano di pizzo, molto sgambate. Si addicevano perfettamente al tipo di donna che era davanti a me in quell’istante: un involucro freddo, incapace di destare interesse. Un cuore pulsante, intimo e spregiudicato.
Aprì un poco le cosce e scivolò sul bordo della sedia.
Verso di me.
«Ancora più dentro?» le domandai sfidandola. 



sabato 8 luglio 2017

Review Party: "Amami Adesso" di Pepper Winters


« Con lo sguardo mi soffermai sul tapis roulant top di gamma e sulla mia cabina armadio traboccante: quella stanza era parte di me, ma in quel momento era come un nemico.
Tutti erano diventati nemici. Dai colleghi agli estranei, fino ai famigliari. Non stavo bene da nessuna parte, nemmeno con i miei pensieri. »

A conclusione del Blog Tour non poteva mancare la recensione ad "Amami Adesso" di Pepper Winters. La regina del dark romance è tornata in Italia con il quarto capitolo della serie Indebted, che vede Nila Weaver alle prese con un antico debito contratto con la famiglia Hawks.

Il mio rapporto con questa serie è stato molto altalenante: inizialmente poco convincente, poi più intrigante, poi di nuovo come all'inizio. Se si pensa a quanto irrealistico possa essere un debito vecchio di 600 anni, la storia non riesce ad avere basi solide. Ma superato lo scoglio del primo libro e diverse parti scritte solo per allungare il brodo e arrivare a comporre una serie di sei libri, non si può rimanere del tutto indifferenti al rapporto che si crea tra Nila e Jethro, vittima e carnefice inizialmente, amanti successivamente. È proprio alla loro dichiarazione che li abbiamo lasciati: ostacolati per l'ennesima volta dall'irruzione della polizia in casa Hawks, l'uomo riesce a far andare via Nila, che obbedisce senza mai voltarsi indietro.
Tutto questo non è altro che una manovra di V. per trarre in salvo la sorella. Tornare a Londra, per lei, non rappresenta più la libertà: il suo cuore è rimasto a Hawksridge.
Un periodo ancora più difficile attende Jethro, manipolato ancora una volta dal padre e costretto ad assumere costantemente una droga che lo porta a reprimere i suoi sentimenti e tornare il freddo calcolatore di un tempo. Spinto dalla vendetta, riporta con l'inganno la donna nella sua dimora, non per coronare il loro amore ma per farle pagare un terzo terrificante debito.
Quella di Jet e Nila è una relazione tormentata e perseguitata: riuscirà a resistere all'ennesima difficoltà?

Ammetto che la prima parte del libro è stata per me decisamente lenta, ma non posso negare che "Amami adesso" sia al momento il capitolo più intenso della storia. Forse, infine, la Winters è riuscita a inglobarmi davvero nel mondo da lei creato, facendomi provare ansia fino al cliffhanger dell'ultima pagina. Il lettore è costretto a credere all'inesistenza di un epilogo: in un certo senso, spero davvero che la serie finisca in maniera inaspettata e crudele, anche se c'è una parte di me che è già rassegnata ad un finale molto simile a quello dei romanzi rosa.

Pepper Winters, fai del tuo peggio e sorprendimi!

venerdì 7 luglio 2017

Blog Tour: "Nyctophobia: Il cuore della notte" di Carlo Vicenzi - Quinta Tappa




Torniamo a parlare di Nyctophobia! Oggi, nella mia personale tappa, vi faccio assaggiare parte di questa bellissima storia, riportando un paio di estratti presenti ne "Il cuore della notte". Ovviamente non troverete anticipazioni significative, quindi leggeteli con tranquillità. Poi, correte ad acquistare il libro!

Buona lettura!

1.
«Chi è stato, secondo te?» chiese la piccola. I grandi occhi azzurri coglievano il riflesso del fuoco lontano.
«Ad appiccare l’incendio?» sbuffò Eliana, scuotendo il capo. «Ci sono solo due motivi.» Accennò con la mano sinistra verso il disastro che divorava buona parte dell’orizzonte. «Il primo è la paura e il secondo è la stupidità. Conosco chi viveva laggiù e credo si tratti di entrambe le cose.»
La ragazzina non commentò, si limitò a spostare lo sguardo verso l’incendio, le mani che afferravano il bordo in mattoni ai lati del viso.
Tre giorni di fuoco, morte e terrore.
Sbagliato, si disse Eliana, non tre giorni ma tre notti. Il fuoco durante le ore di luce era solo un effetto collaterale del terrore che sopraggiungeva con il tramonto. Ciò che non era stato ancora bruciato veniva dato alle fiamme appena il terrore tornava a manifestarsi. Il moncone del braccio destro prese a pulsare allo stesso ritmo del cuore, un’agonia sorda che non sentiva da un pezzo. Era serata di grandi ritorni, a quanto pareva.

2.

Da cosa stava scappando? Cosa la stava inseguendo nella sua mente?
Lene si spostò in silenzio, prese il blocco di fogli e iniziò a tracciare linee con il pezzetto di legno bruciato.
Quel ritratto era molto più facile, sia per le mani che per l’anima, rispetto a quello dell’essere derelitto ammazzato nel pomeriggio.
Lene tracciò le linee decise del volto, le labbra sottili che parevano essere dure anche nel sonno, i capelli corvini tagliati corti ai lati e la massa riccia della cresta che scendeva a coprire un lato del viso. I segni sottili accanto agli occhi, che sembravano così fuori posto in una donna tanto giovane…
Sfumò le linee delle spalle, i muscoli che lasciavano intuire la rigidità sotto il cappotto…
No.
Quel disegno era tutto sbagliato. Per quanto fosse fedele all'immagine che aveva davanti, aveva fallito nel compito fondamentale: non era riuscita a cogliere l’essenza, l’anima della donna che si era presentata con il nome di Licia.
Sollevò il foglio con cura e ricominciò daccapo, questa volta lasciandosi trasportare da ciò che sentiva dentro, non solo da quello che le stava davanti.
Poteva percepire la luce del sole spingere via l’oscurità un po’ alla volta quando terminò di sfumare gli ultimi particolari con il polpastrello.
La pagina mostrava Licia come l’aveva vista quel pomeriggio: inginocchiata nell'erba, il viso poggiato alla canna della sua arma, gli occhi freddi rapiti dalle tacche di mira e dal bersaglio.
«Sì», disse fra sé. «Ora ci siamo.»
La donna si scosse sulla poltrona dove aveva passato la notte.
«Che succede?» chiese, le mani che scivolarono verso il grilletto. Lo sguardo aveva già perso ogni traccia di sonno.
«È l’alba», rispose Selene. «Ho preparato quello che mi serve. Possiamo partire. Lascia solo che metta il fissante su questo. Nel frattempo, mangia qualcosa se vuoi.»


Vi ricordo che potete partecipare al Giveaway per vincere una copia digitale del libro! Seguite le indicazioni presenti nell'articolo della recensione e attendete la fine del Blog Tour!



martedì 4 luglio 2017

Blog Tour: "Amami Adesso" di Pepper Winters - Quinta Tappa



Secondo Blog Tour della giornata, dedicato alla serie Indebted di Pepper Winters, edito in Italia da Newton Compton Editori.

TAPPE




La mia tappa è dedicata alle cover della serie:


Indebted 1: Versione Americana
Indebted 1: Io ti Appartengo, Versione Italiana

Indebted 2: Versione Americana
Indebted 2: Io ti Pretendo, Versione Italiana

Indebted 3: Versione Americana
Indebted 3: Nessuna Scelta, Versione Italiana
Indebted 4: Versione Americana
Indebted 4: Amami Adesso, Versione Italiana

Indebted 5: Versione Americana
Indebted 5: Maledetta voglia di Te, Versione Italiana
(In uscita il 18/08)
Indebted 6: Versione Americana















Solitamente patteggio per le copertine originali, ma stavolta preferisco di gran lunga quelle italiane!
Fatemi sapere cosa ne pensate e non perdetevi le altre tappe del blog tour!


lunedì 3 luglio 2017

Blog Tour: Presentazione e Recensione di "Nyctophobia: Il cuore della notte" di Carlo Vicenzi



Sono lieta di presentarvi il blog tour di un bellissimo libro distopico: "Nyctophobia: Il cuore della notte" di Carlo Vicenzi, edito da Dunwich Edizioni e seguito di "Nyctophobia: Mondo senza luce".

TAPPE


3 Luglio: Presentazione blog tour (recensione)
4 Luglio: Recap di Nyctophobia 1 su Voglio essere sommersa dai libri
5 Luglio: Il mondo e le creature di Nyctophobia su Sogno tra i libri
6 Luglio: Intervista a Carlo Vicenzi su La lettrice sulle nuvole 
7 Luglio: Estratti dal libro su The Mad Otter
10 Luglio: Dream Cast su The Reading Pal
11 luglio: I motivi per leggere Nyctophobia su My pages a la page


In questa prima tappa, i blog partecipanti hanno recensito per voi il libro. Al contrario dei miei colleghi, non ho a disposizione la recensione del primo capitolo, cosa di cui mi rammarico sinceramente.
La giovane Eliana torna più determinata di prima tra le pagine del seguito, pronta al ritorno del Buio, che non scongiura il mondo dalla sua presenza, anzi, lo illude di essersene liberato. Ma questa volta, l'oscurità ha un obiettivo ben preciso: insegue due ragazze, Licia, figlia adottiva di Eliana, e Selene, personaggio misterioso che non teme la notte.
Riuscirà Eliana ad avere la meglio ancora una volta?
Ritornare nel mondo di Carlo Vicenzi è stata una boccata d'aria pura in mezzo a storie che non sono riuscite a soddisfarmi del tutto. Anche se l'atmosfera che si respira nel mondo di Nyctophobia è di tutt'altro avviso, è stato emozionante ritrovare Selene, le creature dell'Oscurità e il Buio stesso. Il libro scorre veloce, la tensione è talmente alta da non poter fare a meno di continuare a leggere.
Proprio per questo, ritengo che "Il cuore della notte" sia un degno seguito di "Mondo senza luce", e per certi versi è riuscito addirittura a superarlo.
La Dunwich Edizioni non smetterà mai di sorprendermi, pubblicando titoli originali e di alta qualità.
Recuperate le storie di questo scrittore, vi assicuro che non ve ne pentirete!

GIVEAWAY

Grazie alla gentile casa editrice, avete la possibilità di vincere una copia digitale del libro. Seguite le indicazioni:


1. Iscriversi ai blog partecipanti
2. Diventare fan della pagina di Dunwich Edizioni
3. Diventare fan della pagina di Carlo Vicenzi
4. Commentare le tappe





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