martedì 13 giugno 2017

Visione: "Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar" di Joachim Rønning e Espen Sandberg


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"Un tesoro." »

Il 24 Maggio scorso, i pirati sono finalmente tornati all'arrembaggio nei cinema italiani. Johnny Depp riveste ancora una volta i panni del mitico Capitano Jack Sparrow, che non smette mai di avventurarsi in situazioni più grandi di lui.

Questa volta sarà affiancato dal giovane Henry Turner, figlio di Will Turner, e Carina Smith, astronoma accusata di stregoneria. Per porre fine al crudele destino del padre, il ragazzo va alla ricerca di un antico e potente oggetto magico: il Tridente di Poseidone, in grado di spezzare qualsiasi maledizione.
Dall'Occhio del Diavolo fa capolino un vecchio nemico: Salazar, intenzionato ad ogni costo a raggiungere Sparrow per vendicarsi del torto subito.
All'uomo non resta quindi che aiutare i ragazzi in questa ricerca per poter continuare a solcare in libertà i mari.

Non mancano le già ben note conoscenze, come Capitan Barbossa e Mastro Gibbs, pronti ancora una volta ad assecondare le intenzioni di Jack; sorprendenti comparse sapranno colpire e commuovere.

Da fan che segue fin dal primo film questa saga, non posso nascondere l'emozione provata nel tornare ancora una volta al cinema per sentire a tutto volume la colonna sonora e vedere Jack Sparrow in azione. Dopo un quarto episodio leggermente sottotono rispetto agli altri, con La Vendetta di Salazar si riprende il filo conduttore della storia lasciata in sospeso ormai dieci anni fa.

Va detto che non è un film assolutamente impegnativo e che ricalca le atmosfere grottesche e surreali dei suoi predecessori.
Jack Sparrow, per quanto sia il personaggio di punta della storia, in realtà è una figura di contorno, che serve a sostenere chi è davvero protagonista. Qui finalmente torna a riprendere definitivamente quel ruolo, che gli calza a pennello così com'è, nonostante sia al centro della Vendetta.
Il personaggio di Barbossa sembra essere quello che ha avuto una maggiore evoluzione nel corso della serie, fino a giungere ad una redenzione che lo fa apparire finalmente a tutto tondo.
Salazar non è certo il nemico più interessante che sia comparso finora: Davy Jones, ad esempio, aveva un background molto più ricco e uno sviluppo decisamente più interessante e complesso. Salazar è stato creato solo ed esclusivamente per lo scopo ben visibile dal titolo, senza pensare ad ulteriori sbocchi che lo avrebbero reso un villain migliore.
Ho amato tantissimo la strega Haifaa Meni, nonostante faccia solo una comparsa e per cui spero possa tornare nel prossimo film.

Molto emozionante la scena finale, che si è fatta attendere e sperare in tutti questi anni.

In generale sono soddisfatta perché mi sono divertita. Ho trovato la pellicola godibile, diversamente da chi l'ha massacrata definendola un film disgustoso (non parlo di chi di cinema se ne intende, ma chi deve sempre e per forza criticare senza un parere costruttivo).
Spero di non dover aspettare un altro decennio, ma di certo non smetterò di aspettare.




1 commenti:

Cristina Costanzo ha detto...

Bellissima recensione. Anche a me il film è piaciuto tanto.

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