martedì 2 febbraio 2016

Recensione: "Angelize" di Aislinn


« Ma la voce di lei gli risuonava nella testa, divertita, mentre spiegava in che senso avrebbe restituito loro un corpo: incarnarsi non significa essere vivi.
Lei... la Signora.
Né angeli né uomini. »

Dimenticatevi dei soliti urban fantasy.

Dimenticatevi dei soliti angeli, ma senza snobbarli: potrebbero prendervi a calci per farvi comprendere cose che in realtà non vorreste nemmeno lontanamente sapere.


Gli angeli sono esseri invisibili, incapaci di provare emozioni, incapaci soffrire per il dolore della carne.
Sono esseri crudeli, ci uccidono per potersi reincarnare, mentre noi prendiamo il loro posto e la loro futile identità.

Questo è ciò che è accaduto ad Haniel, Hesediel e Rafael, i protagonisti di "Angelize", fantastica duologia scritta dall'acclamata blogger Aislinn.

"Angelizzati", ibridi. Condannati a vagare per la Terra in eterno, a meno che di compiere il gesto brutale di coloro di cui hanno dovuto prendere le sembianze.

A fronte di un Dio ormai inesistente, una Dea cambia le carte in tavola e permette loro di tornare corporei senza uccidere. Ma non avranno vita facile quando gli angeli "puri", che di puro non hanno più niente, scopriranno quanto successo e si metteranno sulle loro tracce per sterminarli.

Haniel e gli altri saranno di nuovo costretti a nascondersi tra i vicoli della meravigliosa e dannata Milano, chi cercando di proteggere il proprio passato, chi lottando a mani nude per sé stesso.

Aislinn porta in auge un argomento narrativo ricorrente in maniera accattivante e tingendo la sua scrittura con toni cupi e freddi, rendendo palpabile e verosimile l'ambientazione da lei creata. Per quanto in un certo senso la vicenda possa definirsi conclusa, l'epilogo lascia il lettore positivamente disorientato e curioso di sapere come la storia proseguirà.

Se volete leggere qualcosa di spietato e di angeli senza ali candide, questo è il libro appropriato. Niente zucchero, solo il sapore del sangue ferroso in bocca.



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