giovedì 1 dicembre 2016

Recensione: "Canterà il gallo" di Rosanna Spinazzola



« Se non cambio solo perché ho paura di perdere tutto, sarei come un pulcino che non vuole distruggere il suo uovo perché lo ha abbellito con dei quadri, un bel paio di tende di mussola e una stufetta nuova. Se vuoi rinascere devi distruggere un mondo. Non c'è nessun altro sistema. »



Leggere dell'ipotetico futuro del mondo è sempre un po' dura da digerire. La sensazione di inquietudine e disagio è sempre una costante; uno schiaffo emotivo e morale che tutti dovrebbero provare per comprendere che ogni azione ha una sua conseguenza, moltiplicata nel tempo, all'infinito. Pensare che il disastro avverrà quando non saremo più fisicamente presenti su questa terra è solo il primo di tanti ragionamenti egoistici.

Questa è la storia di chi le conseguenze di tali azioni le deve vivere sulla propria pelle: nascono nelle menti delle tormentose domande, quelle che portano gli esseri umani a cambiare e muoversi iniziando un proprio cammino; come la donna dal volto e il nome sconosciuti, perfino al lettore che dall'alto la osserva.
Il suo viaggio è una corsa contro la crudeltà di chi è più forte, una lotta per rivendicare la propria libertà e non essere ingiustamente catturata. 
La sua forza è la consapevolezza di non essere sola: il figlio che porta in grembo la sprona ad attraversare il bosco per cercare il fratello, ormai da tempo allontanatosi da casa. 
Ad attenderla nel cuore della natura, l'ignoto e lo spettro invisibile dei ricordi.

Diversi sono gli scrittori conosciuti proprio per questo genere di narrativa, la distopia. Chi più chi meno ha contribuito dando la personale interpretazione sull'umanità del proprio presente, proiettata nel futuro.
Attraverso il suo primo libro, "Canterà il gallo", Rosanna Spinazzola centra perfettamente l'obiettivo con una storia originale e godibile, nonostante la drammaticità che non abbandona mai le pagine. Viene presentato un mondo arido e impoverito, che per quanto inventato risulta verosimile e plausibile, utilizzando un linguaggio vasto e una ricca terminologia che sempre più raramente, purtroppo, caratterizzano un libro.
L'immedesimazione nella sua creatura è inevitabile, tanto da chiedersi se sarebbe davvero possibile riuscire a sopravvivere fin dove la donna giunge: sopportare le ferite, il freddo e la stanchezza, tornare in salute senza medicine, procacciarsi il cibo come gli animali selvatici.
Quello che è certo è la volontà di proseguire il viaggio e sostenerla, fino ad affrontare l'inaspettata conclusione.

Acquistatelo, leggetelo e fatelo leggere. Preparatevi ad attendere anche voi il canto del gallo.


Trailer di presentazione:


giovedì 22 settembre 2016

Cioccolata calda e ciambelle al forno





Quando giunge l'estate, riscopro puntualmente quel lato di bambina che credo sempre di aver sepolto sotto il peso degli anni, subito dietro al carro delle esperienze di vita.

Tanti demoni sussurrano martellanti al mio orecchio: le zie insicurezze, il cugino smarrimento e la compagna frustrazione, l'inguaribile nonna ansia. Sorella malinconia, però, si avvicina a piccoli passi con l'arrivo del caldo e delle docce fresche e sempre vane.

Non ho mai capito il perché, tuttora non riesco a dare una spiegazione; è un fastidio pungente che mi accompagna fino all'equinozio. L'estate porta con sé il dono delle riflessioni profonde, quelle che si cerca sempre di rimandare per un motivo o per un altro, ma che piombano sulle proprie vittime come avvoltoi nel deserto. Tutto questo svilisce ed indebolisce, mi allontana dal briciolo di spensieratezza che ancora possiedo.

***

Poi, qualcosa nell'aria cambia. 
Ed ecco il primo temporale, il respiro meno affannoso, il lento ritorno del freddo (anche se la coperta non mi abbandona mai davvero del tutto). I colori della natura caldi, senza più l'abbagliante luce solare.
L'energia positiva mi ricarica di buoni propositi, idee e progetti per rendere gratificanti le giornate.

Si sognano passeggiate nei boschi, tra le foglie secche che scoppiettano sotto i piedi.
Mano nella mano, in un unico senso di pace.

Si attende il tepore delle serate davanti ad un film, le immancabili ciambelle appena cotte.
I libri impilati sul comodino vicino al letto, pronti per essere vissuti.

La cioccolata calda non me la toglie nessuno.


Bentornato Autunno.




mercoledì 6 aprile 2016

Segnalazione: Novità di Aprile per Dunwich Edizioni


La "Dunwich Edizioni" è una piccola casa editrice di Roma che fin da subito mi ha attirato con il suo interessante catalogo mirato ed intrigante.

Questo mese le novità pubblicate sono le seguenti:



Titolo: Codex Innsmouth
Autore: Uberto Ceretoli
Genere: Steampunk/horror
Pagine: 157
Prezzo: € 2,99 ebook (gratis per kindle unlimited)
Data di uscita: 5 aprile
Link di acquisto: http://goo.gl/rvawv8




SINOSSI

Toro Seduto, Buffalo Bill, Annie Oakley, Whipple Van Buren Phillips: quattro individui straordinari che il Bureau Of Investigation invia a Innsmouth, Massachusetts, per far luce sulla sparizione di due agenti del governo. Quando lo scoveranno, il Male che ha incancrenito il villaggio e i suoi abitanti terrà testa alla potenza del vapore, alla forza dell’acciaio e alla magia dei nativi.




Titolo: Sortilegio di Tenebra (Once Upon a Steam – Episodio V)
Autore: Anita Book
Genere: Steampunk/Fantasy
Pagine: 140
Prezzo: € 0,99 ebook (gratis per kindle unlimited)
Data di uscita: 5 aprile
Link di acquisto: http://goo.gl/K1EjWd

Presentazione del progetto


Steamwood non è un regno da favola. È immerso nel vapore e le sue esalazioni nascondono le stelle, lasciando intravedere nel cielo soltanto una cupa vastità illuminata da due lune gemelle. In un’ambientazione a tratti vittoriana e a tratti steampunk, si muovono i protagonisti delle novelle della serie, incontrandosi e scontrandosi sullo sfondo di un universo in bilico tra l’incanto e una minacciosa profezia circa l’arrivo della Stagione dell’Insomnia. Il Narratante, una figura misteriosa senza volto né voce, farà da collante alle varie storie, manifestandosi in modi sorprendenti. Ogni racconto è la rivisitazione di una fiaba classica, ben conosciuta dai lettori, ma che si rivelerà ai loro occhi con nuove sfumature.






SINOSSI

Nel cuore della foresta di Steamwood si nasconde un oscuro segreto… Astra e Finn sono stanchi di sottomettersi al volere della loro perfida matrigna, la terribile strega Melisande, temuta da tutti gli abitanti del villaggio, esperta fattucchiera e abile seduttrice. Orfani di madre e di padre, tramano vendetta per riconquistare la libertà e riscattarsi delle sofferenze subite. Nulla sanno sul loro passato e sull’identità dei loro genitori, ma sono disposti a rischiare la vita per disseppellire la verità. Affiancati da un goblin delle miniere e dal loro infallibile ingegno, partiranno alla ricerca di ulteriore aiuto, fino a quando qualcosa di infausto e imprevedibile non scombussolerà i loro piani. Un sortilegio, malvagio come le tenebre, che metterà Finn in grave pericolo. Astra dovrà radunare tutto il suo coraggio per proseguire e riuscire nell'impresa, ma non sarà sola. Anche il giovane principe Palidor, ereditario del regno, vuole cambiare il suo destino e combattere in difesa della giustizia. I due, forti dell’obiettivo comune, stringeranno un’alleanza e insieme viaggeranno nei sotterranei della Grande Miniera per negoziare un diverso “lieto fine” con una delle creature più potenti e misteriose di Steamwood: il Narratante. Quanto sarà alto il prezzo da pagare?






Titolo:  Ritorno a Dunwich 2
Autori Vari
Genere: Horror
Pagine: 213
Prezzo: € 2,99 ebook (gratis per kindle unlimited)
Data di uscita: 5 aprile
Link di acquisto: http://goo.gl/TRl248







SINOSSI

Dopo il successo della prima edizione, tornano i racconti ispirati al grande maestro del terrore, H. P. Lovecraft. Dodici talentuose penne per omaggiare il Solitario di Providence con storie originali e ricche di spunti di riflessione.

CALIFORNYATEP di Andrea Berneschi
L’ULTIMO VIAGGIO di Cristiano Fighera
DAL PASSATO di Gaia Zeta
IO SONO IL VERBO di Dario Arzilli
IL PAESE DEGLI ANIMALI di Davide Camparsi
LA SOGLIA di Matteo Pisaneschi
LE COSE DELL’OLTRE di Lorenzo Crescentini
OBSCURA SELVA di Francesco La Cava
IL FATO DEL NAUTILUS di Paolo Fumagalli
SCAMBIO EQUO di Giuseppe Congedo
RITORNO A DUNWICH di Alessia Coppola
IL SONNO OSCURO di Sara Bardi



Che ne pensate? C'è qualcosa che v'interessa? Io sono attirata ed incuriosita da tutte le proposte, è davvero difficile scegliere!


giovedì 24 marzo 2016

Recensione: "Outcast - Il reietto: Questa piccola luce" di Robert Kirkman e Paul Azaceta



« È il mio tocco... sono io. Non c'è bisogno di versare sangue. La mia presenza... l'acqua... la luce... sono troppo per loro. »




Sembra passato molto meno tempo da quando questa avventura è iniziata; eppure, con il settimo albo, "Outcast" questo mese compie il suo primo anno in Italia. A cerchio completo e per l'inizio di un nuovo ciclo di storie, è giunto il momento di fare qualche bilancio. Le premesse, di cui ho discusso dopo la lettura del primo volume, sono andate a consolidare quel punto di partenza intrigante e misterioso che si è snodato e aggrovigliato in sé ancor di più nei numeri successivi. 

Il viaggio insieme a Kyle Barnes ci ha portato a scoprire i segreti più reconditi del suo passato; drammi che l'hanno reso così: un uomo incatenato alle proprie paure, ma con un forte desiderio di ribalta e determinazione nel rivolere indietro la propria vita. Ad affiancarlo in questo, l'insostituibile Reverendo Anderson, figura forse più criptica del protagonista, quello che più fra tutti probabilmente è costretto a mettere in discussione sé stesso e quello in cui ha creduto fino a quel momento. Il rapporto fra i due è di totale compensazione: nonostante i dissapori, quando uno inizierà a perdere di vista l'obiettivo, l'altro troverà sempre il modo di farlo tornare sui propri passi, e viceversa. Il mistero s'infittisce maggiormente con l'arrivo in scena di Sidney, l'uomo in nero di cui al momento ancora si sa troppo poco.

Ma in qualunque direzione Kyle si volti, il Male è sempre pronto ad inseguirlo nell'ombra e negli occhi di chi lo conosce. Lui è la chiave, fonte d'odio e strumento di potere del nemico. Contro le tenebre, quale migliore alleato se non la luce?

La storia nel complesso è ipnotica, una volta immersi in un albo gli occhi scorrono tra le tavole, incapaci di staccarsi fino alla chiusura dell'episodio. "Outcast" è in grado di stregare il lettore e di portarlo sempre più nell'orrore di cui si circonda. L'unico difetto è la grandezza degli albi e la cadenza di pubblicazione (dovuto puramente a scelte editoriali, quindi non direttamente riconducibile alla storia in sé) che, a mio parere, non fanno assaporare appieno la storia; spesso, infatti, mi è capitato di dover rileggere gli ultimi passaggi del numero precedente prima di passare all'ultima uscita. Piuttosto intuibile è un messaggio velato: "Outcast" piace e non ne abbiamo ancora abbastanza.

Di altrettanto e promettente successo è la serie tv, in onda dal 03 giugno, che a tre mesi dal suo debutto ha già conquistato il rinnovo per una seconda stagione. Ci auguriamo che il successo di questa incredibile opera sia soltanto all'inizio. 

giovedì 17 marzo 2016

Recensione: "Eternal War: Gli eserciti dei Santi" di Livio Gambarini



« Fu come essere trascinati giù da un precipizio: ruzzolò fuori, sul selciato delle lande dello Spirito. Alzò gli occhi su Guido e raggelò. La seconda anima, quella più determinata, aveva il torso girato verso di lui. Minuscoli occhi si erano aperti su tutta la sua forma, come nodi sul tronco di un albero. Lo fissavano. »



Quando si ha a che fare con un libro storico, lo scrittore ha il dovere di "informarsi per informare" nella lettura chi acquista la sua opera. Livio Gambarini, giovane scrittore emergente, ha tutte le carte in regola per farsi strada nel mondo dell'editoria e il suo libro historic fantasy, "Eternal War: Gli eserciti dei Santi", ne è la palese prova. Un romanzo autoconclusivo, ma che apre la strada ad una trilogia interessante e promettente.

Con una scrittura d'impatto e coinvolgente, Livio ci conduce indietro nel tempo, durante le guerre tra Guelfi e Ghibellini nella Toscana del Tredicesimo secolo. Le fazioni sono schierate ed impegnate nelle loro sfide terrene: a scuola abbiamo appreso come sia andata. 

Ma quella narrata non è altro che una guerra di copertura: la vera battaglia non è nella Materia, bensì nello Spirito, dove gli Ancestrarchi si affrontano e decidono le sorti dei casati agendo sulle anime dei Patres Familiae viventi.

Kabal, sfrontato guerriero d'altri tempi, è la guida della famiglia Cavalcanti. Quando Cavalcante muore, dovrà fare i conti con il discendente Guido, un giovane con propensione verso la poesia, avente in sé due anime contrastanti fra loro che non si piegheranno docilmente alla volontà dello spirito. Oltre al complesso compito, Kabal dovrà fare i conti con Chiaranima, guida degli Uberti, per tentare il più possibile di mantenere in piedi la sottile pace instaurata.

"Eternal War" è senza dubbio un libro innovativo e complesso. La dualità di cui si compone non appesantisce la scorrevolezza della storia: anzi, ne è il punto forte. Se il mondo terreno ha un tono più lineare anche perché vincolato dalla veridicità storica, il mondo spiritico mostra maggiormente il talento e la fantasia dello scrittore; la descrizione degli ambienti e la caratterizzazione dei personaggi rendono il tutto verosimile. Ho apprezzato molto il ruolo di Kabal e non ho potuto fare a meno di sorridere con l'entrata in scena di un giovane ed impacciato Dante Alighieri.

Guerra e magia si compensano a vicenda e l'immaginario si accosta alla realtà in maniera sorprendentemente intrigante ed originale. Ogni lettore appassionato del genere dovrebbe dare una possibilità a questa storia.

Il prossimo passo sarà recuperare il resto della bibliografia di questo scrittore, per apprendere e confrontarmi con la storia in un modo diverso dal consueto.

martedì 15 marzo 2016

Recensione: "Tenebre e ghiaccio" di Leigh Bardugo



« Il problema del volere qualcosa è che diventiamo deboli. »



Il regno di Ravka è spaccato a metà da oltre un secolo di guerre; la Distesa delle Tenebre, impenetrabile nube popolata da mostri, rappresenta un ostacolo invalicabile, impossibile da superare se non grazie ai soldati e ai Grisha, prestigiosi maghi al servizio del Re.

Alina e Mal sono uniti da un passato difficile e una salda amicizia che li ha portati entrambi, crescendo, ad arruolarsi nell'esercito seguendo diverse mansioni. Quando si troveranno ad affrontare il cammino attraverso la Distesa verranno attaccati da creature alate: qualcosa, in Alina, si risveglia e si espande sotto forma di luce intensa salvando tutti dal pericolo. Scopre così di essere una Convocatrice del Sole: un Grisha dal potente quanto raro potere, l'unico in grado di dissolvere la Distesa.

La ragazza viene così allontanata e portata al palazzo del Re per essere addestrata da maghi più esperti e sotto la supervisione dell'Oscuro, il più forte tra loro.

Ma Alina non è interessata alla vita lussuosa a cui sta andando incontro: inutilmente tenterà di opporsi per non doversi separare dal suo amico, ma ben presto sarà costretta ad arrendersi e fare ciò per cui è stata chiamata.

Il mondo creato dalla Bardugo è particolare e affascinante; nonostante uno stile poco incisivo e alcuni termini simili al russo che hanno messo in difficoltà la lettura, la storia è piacevole e scorrevole.

Promuovo "Tenebre e Ghiaccio", primo libro della trilogia fantasy The Grisha, per essere riuscito a sorprendermi con un colpo di scena inaspettato, che forse tarda un po' ad arrivare ma è determinante per l'esito finale positivo. Speravo, infatti, di non incappare in un potenziale sprecato, concentrato su cose futili piuttosto che sulla reale trama. Sono stata contenta di essermi sbagliata, una volta tanto, e mi auguro che il seguito non deluda; ma anzi, che riesca a migliorare.


lunedì 7 marzo 2016

Recensione: "Vodka&Inferno" di Penelope Delle Colonne



« Amare è dissolversi nelle parole di un altro. Amare è annientarsi. Amare è non esistere più. Mai. Mai. Mai più.»

La morte; quale eterna, crudele ed inevitabile sorte umana. Eppure, per Frattaglia, tutto questo simboleggia il vero inizio della sua piatta vita. Da quel cadavere trovato nel Canal Grande, sbattuto a merce di scambio su un tavolaccio di mercante; su di lui, quella pelle pallida e nuda ha un potere ipnotizzante, tanto da distoglierlo dalle sue amate marionette di stracci. 

Per quel corpo, si fa picchiare e patisce la fame; tutto, pur di rimanere legato ai suoi lisci capelli neri e a quelle labbra ancora morbide e rosee. Con lui, affronta il viaggio di ritorno a casa: dalla marinara Venezia, alla fredda Soroka del 1893. Nel paesino russo, leggende surreali e rivalità concorrenziali fanno da contorno al funerale della salma muta e gelida; il suo nome risuona tombale nell'aria: Viktor.

Poco importa lo stato di servo in cui si ritroverà, Frattaglia rimarrà al suo capezzale, osservandolo oltre il vetro della teca mortuaria. Fino alla notte in cui scopre che il rosso non è solo la sfumatura dei suoi capelli.

Una lenta discesa all'inferno attende la dinastia Mickalov, martoriata da una maledizione lunga quanto il tempo, finora celata al mondo. Ma il potere fa gola e la vendetta è un piacevole passatempo notturno: servita e gustata lentamente.

Il tutto sotto gli occhi oscuri nascosti dietro il becco adunco di un criptico Dottore della Peste, circondato da misteriose verità d'alchimia e magia.

L'atmosfera del gotico puro danza intensamente tra le pagine di "Vodka&Inferno - La Morte Fidanzata", primo di una serie di libri di una delle figure più apprezzate e lette degli ultimi anni. Penelope Delle Colonne imbastisce una corposa storia fatta di amore e morte, del loro indissolubile rapporto che porta a tradirsi e sopraffarsi vicendevolmente.

La scrittura delicata ma affilata intrattiene e nutre riga dopo riga, infondendo sentimenti contrastanti tra il susseguirsi di vicende e colpi di scena, fino al prosciugante epilogo. Una storia che va goduta a piccoli sorsi, come la vodka che infiamma la gola, un toccasana raffinato e crudele per la mente di chi legge.

Una storia che, in un certo senso, volge ad una fine tutta sua. Ma di Penelope piace leggerne ogni sospiro, ed ora che finalmente, dopo anni, la sua creatura ha avuto degna pubblicazione non se ne può più, davvero, fare a meno.



Attenzione: "Vodka&Inferno" è un romanzo gotico. Lo è, tanto quanto "Il castello di Otranto", "Frankenstein" e molte altre storie. Non è un fantasy, né tantomeno urban fantasy. Non troverete l'eroe per cui tifare, né il bello di turno per cui invaghirsi. "Vodka&Inferno" è orrore, dramma, malattia, violenza, sangue che chiama sangue. Non c'è spazio per l'amore vero, se non quello viscerale, ossessivo; rapporti di comodo, di ogni genere, da sfruttare. Se siete anime particolarmente sensibili, potreste rimanere scottati da alcuni contenuti e temi trattati.

Ringrazio la gentile Milena Edizioni per avermi concesso la possibilità di leggere in anteprima questo libro.


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